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Franco Martin mister acchiappa-rigori

Franco Martin mister acchiappa-rigori
Qualcuno accusa il Pordenone di essere favorito dal ‘Palazzo’, per la sua storia ricca di prestigio, per la sua presenza ingombrante in un campionato puramente dilettantistico come quello di Promozione. In realtà chi segue le partite dei neroverdi sa che, semmai, è vero il contrario. I ramarri hanno lasciato un pessimo ricordo relativamente alla scorsa stagione, quando falsarono il torneo di Eccellenza per colpa di un’organizzazione societaria incerta e approssimativa. Ora sono cambiati nella loro ‘anima’, come conferma la tanto attesa nascita del settore giovanile, che sarà tenuto a battesimo proprio sabato prima del match col Torre. Ma ciononostante continuano a portare un nome scomodo. Se ultimamente al Pordenone sono stati assegnati diversi rigori, spesso decisivi, il merito è tutto della bravura, dell’astuzia e dell’imprevedibilità di un attaccante che è un vero lusso per la categoria: Giulio Franco Martin. Nato a San Donà nel 1970, approdato nella Destra Tagliamento all’inizio della scorsa stagione, quando vinse il campionato di Promozione con l’Azzanese, questo centravanti atipico sta facendo le fortune del club neroverde. A Cordignano, dove ha giocato per sette anni, ha vinto di tutto. In riva al Noncello ha già cominciato, trascinando la squadra di Tita Da Pieve a suon di gol al successo nella coppa Italia regionale. Lui di reti, in realtà, non ne ha mai segnate tante. Quest’anno in Coppa è arrivato a quota 4, in campionato a 3. Ma già non si contano più quelle che ha fatto segnare con i suoi movimenti e gli assist smarcanti. E con i penalty, appunto, che si è procurato, ben 4 sinora. E’ lui il simbolo di questi ramarri che inseguono senza tregua la capolista Tricesimo. “Noi ci crediamo - afferma Franco Martin -, stiamo tenendo ritmi da record. Purtroppo però abbiamo davanti una rivale che non molla mai, un’avversaria davvero da applausi. In qualunque altro campionato saremmo in testa, e anche con diversi punti di vantaggio. Comunque non molliamo di certo”.Già, anche perché a giorni l’attacco del Pordenone, che ha appena recuperato Stefano Ledda, si arricchirà di un giocatore del calibro di Nicolò Boatto. “Ormai è fisicamente pronto - conferma l’ex azzanese - e non vediamo l’ora di poter contare sulle sue capacità. Con lui mister Da Pieve avrà un’importante alternativa in più per il gioco offensivo. Spesso siamo stati in tre là davanti, adesso potremo essere ancora più incisivi”.Il recupero della settima di ritorno fissato per l’8 maggio ha fatto storcere il naso ai neroverdi. “Sì, e in particolare ci ha dato fastidio la sospensione dei campionati. Il calcio è bello perché di solito si gioca col caldo, col freddo, con la pioggia e, a volte, con la neve. Contavamo su quel turno, il Tricesimo con l’Union Pasiano avrebbe avuto vita tutt’altro che facile. E poi, essendo stato spostato il recupero a fine stagione, avremo una partita in meno a disposizione prima dello scontro diretto per ridurre lo svantaggio. Ciò che è successo è stato un grosso pasticcio. Ma neanche questo ci demoralizzerà”.
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