Home / Archivio / Le verità di Pottino

Le verità di Pottino

Le verità di Pottino

Messi con le spalle al muro. Albertino Gabana e Marco Pottino sono balzati agli onori della cronaca oggi, finiti a pagina 4 di Repubblica come ‘venduti’ a Berlusconi. Tutto nasce, secondo il quotidiano, all’epoca del governo Prodi, nel 2006, quando i due pordenonesi - al Senato Gabana e alla Camera Pottino - fuoriusciti dalla Lega Nord per dissidi in regione confluirono nel Gruppo misto per un anno prima di passare a Forza Italia. In pratica i due – soprattutto il senatore friulano – avrebbero dato una mano a far cadere il Governo Prodi per poi passare nelle fila del Pdl, con la cui casacca si sono ripresentati alle elezioni del 2008, senza essere eletti. Secondo Repubblica, però, i due sarebbero stati risarciti.

LA BOMBA DI REPUBBLICA - Scrive il quotidiano: “accade che nel dicembre 2008, pochi mesi dopo l'inizio della legislatura, entrambi stipulino due distinti ‘contratti di lavoro a progetto" con il gruppo Pdl di Montecitorio, ‘in persona del suo presidente, Fabrizio Cicchitto’, con tanto di firma in calce. Durata (art. 5 del contratto): a partire dal gennaio 2009 e ‘fino al termine della XVI legislatura’. Compenso (art. 6): ‘Complessivi 120.516 euro annui al lordo delle ritenute’, da corrispondere "in dodici rate di 10.043 euro’. Né più né meno che l'indennità sommata alla diaria di cui godono gli onorevoli. Mancano all'appello solo i 4 mila del rimborso spese per portaborse. Bingo! Professionisti da gratificare per i servigi e la dedizione, consulenti meritevoli ("Considerevoli esperienze professionali nell'ambito delle comunicazioni istituzionali" è l'identica motivazione nei due contratti), da impiegare al gruppo. Il tutto, con soldi pubblici, i budget messi a disposizione dalla Camera, quattrini del contribuente".

PDL AL CONTRATTACCO - Facciamo nostro il comunicato trasmesso dal partito della PDL Nazionale e che risponde congiuntamente alle argomentazioni e interrogativi di Repubblica, affermano in coro Pottino e Gabana.
''L'articolo pubblicato oggi da Repubblica, con le sue insinuazioni ed i suoi accostamenti ad una fantomatica compravendita di cosiddetti peones, e' totalmente destituito di fondamento''. E' quanto precisa un comunicato dell'ufficio stampa del Pdl. Albertino Gabbana e Marco Pottino, come tutti coloro che lavorano nei partiti, a qualsiasi schieramento appartengano, hanno un regolare contratto di collaborazione con il gruppo alla Camera per una cifra netta di molto inferiore a quella spettante ai parlamentari e, contrariamente a quanto si legge sul quotidiano, non sono affatto senza traccia ma lavorano quotidianamente e duramente, con particolare attenzione al radicamento del partito sul territorio. Per quanto riguarda poi la presunta compravendita, va sottolineato che i due (uno ex senatore e l'altro ex deputato) nella precedente legislatura sono passati da un gruppo all'altro della stessa maggioranza (dalla Lega a Forza Italia), senza per questo alterare gli equilibri parlamentari''.

"SIAMO SBIGOTTITI" - Leggendo l’articolo, oggi, Pottino classe ’74 e Gabana, classe ’54 (foto a destra), hanno spalancato gli occhi. E’ il giovane ex onorevole a parlare a nome di entrambi.”Le cifre date da Repubblica non sono veritiere – spiega Pottino -. Il contratto c’è, ma i soldi non sono quelli apparsi sul quotidiano. Basta verificare le nostre ultime denunce dei redditi per accertarsi di questo”. Ma il contratto esiste? “Certo, la politica è il nostro lavoro, per cui è normale che si venga pagati. Noi operiamo sul territorio per cercare di organizzare il Pdl, che è una realtà relativamente giovane, dando alcune indicazioni al coordinatore regionale Gottardo o ai vertici romani”. La capitale appunto, un’altra accusa mossa ai due è quella di non essere mai a Roma. “Non è vero, ci siamo stati anche poco tempo fa per presentare un progetto che stiamo sviluppando qui in regione e che riguarda un opuscolo informativo, attraverso il quale tenere informati sui fatti nazionali e regionali gli aderenti al partito”.

MAI VOTATO A SINISTRA - E la compravendita di cui parla Repubblica? “Non scherziamo, noi facevamo parte del centrodestra già da prima, quindi il nostro spostamento non ha influenzato nulla. E poi noi non abbiamo mai, una sola volta in 20 mesi, votato per la maggioranza di centrosinistra. Anche quando siamo confluiti nel gruppo misto, che notoriamente è terra di nessuno, per un impegno preso con i nostri elettori, che ci avevano mandati a Roma per fare opposizione, abbiamo sempre votato contro la maggioranza di allora”.

IL MESTIERE DELLA POLITICA. Ma, nonostante il corteggiamento riuscito da parte di Forza Italia, i due pordenonesi, ripresentatisi con le insegne dei berlusconiani, non furono rieletti. “E sa perché? – dice Pottino -. Perché in politica può capitare di non essere eletti. Io faccio questo mestiere da tempo, sono stato segretario provinciale e regionale della Lega Nord, poi assessore in provincia di Pordenone e onorevole. Gabana è in politica da una vita. Permetteranno che sappiamo svolgere al meglio questo compito? E’ un lavoro come un altro, noi facciamo questo”. E chi lavora viene pagato, non dice ma fa capire Pottino. Resta la delusione, per i due, di essere finiti sulla ribalta nazionale in chiave negativa. “E’ una cosa che ci ha fatto molto male, perché ne usciamo dipinti come dei mostri. Leggere quell’articolo e i commenti on-line ci lascia sbigottiti”.

PRESI DI MIRA - Pottino e Gabana, diciamolo pure, non sono certo Gianfranco Fini. Perché prendersela con due militanti del partito, ma in posizione defilata? “Ci abbiamo pensato – spiega Pottino – ma non vogliamo fare della dietrologia, anche se è effettivamente strano. Una cosa pazzesca che ci lascia esterrefatti”. Paura di un accostamento al caso Ballaman? “Sono cose diverse, ma il rischio è che la gente faccia di tutta l’erba un fascio. Di certo, noi, sui fatti della Lega, vedi Ballaman o Bortolotti, non abbiamo mai messo becco”. E la lega che farà? Sparerà addosso agli ex dissidenti o troverà la pietà per risparmiarli?

Daniele Micheluz

28 settembre 2010, 16:50

0 Commenti

IL CONCORSO

L'APPELLO

Cultura

Economia

Sport news

Politica

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori