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A Udine scoppia il caso vaccini: minacce a Matteo Bassetti

Nella notte, le vetrate della Clinica di malattie infettive sono state tappezzate di scritte contro il primario. GUARDA LE FOTO

A Udine scoppia il caso vaccini: minacce a Matteo Bassetti

Resta altissima la tensione sulla questione vaccini. Dopo le polemiche per il rinvio dell’obbligo per l’iscrizione a scuole dell’infanzia e nidi previsto dal Governo all’interno del decreto Milleproroghe (la cui votazione, molto probabilmente, slitterà a settembre), non si abbassano i toni.

E nel mirino è finito anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive di Udine. Contro il primario, da sempre in prima linea nella difesa dell’importanza delle vaccinazioni, sono comparse nella notte una serie di scritte, che hanno tappezzato le vetrate del padiglione 9 dell’ospedale di Udine.

Minacce pesanti nei confronti dell’infettivologo, insultato da una mano evidentemente ‘no-vax’. Le scritte sono già state rimosse e l'Azienda sanitaria ha deciso di sporgere denuncia. Sul caso sta indagando la Polizia, per tentare di risalire al responsabile.

“Non saranno gli ignoranti a fermarmi. Anzi, questi insulti mi stimolano a fare ancora di più a sostegno dei vaccini”. Il primario Bassetti reagisce così alle frasi contro di lui. “Non mi stupisco perché ogni volta che mi sono confrontato con i no vax ho sempre ricevuto insulti. Conosco ahimè i toni di questa gente".

Il primario non risparmia tuttavia una stoccata alla politica. “Quello che è successo è frutto del clima che si respira", spiega riferendosi al recente dibattito in Parlamento. "Dopo aver fatto un passo avanti, la politica ha fatto due passi indietro in tema di vaccini. Se una legge dello Stato prevede che a scuola possano andare solo i bambini vaccinati, si rispetta la norma. Se poi i partiti sono contrari a questa impostazione, non stabiliscono delle proroghe, che generano confusione e accrescono i dubbi. Ma al limite decidono di abrogare quella legge, naturalmente assumendosene la piena responsabilità”.

Bassetti da un paio d’anni conduce la sua battaglia pro vaccini, in ospedale così come in tv e sui giornali. “La mia è una presa di posizione forte. E quello che è successo dimostra che sono sulla strada giusta. I vaccini non sono né di destra né di sinistra. E non è giusto che una minoranza rumorosa abbia la meglio su una maggioranza silenziosa”.

Bassetti non è l’unico medico che, in questi mesi, è finito al centro dello scontro tra favorevoli e contrari alle vaccinazioni. Anche il virologo Roberto Burioni, impegnato in una campagna, anche sui social, a difesa della scienza, è stato più volte minacciato, anche di morte. L’ultimo atto di questa triste pagina è il fotomontaggio nel quale il volto di Burioni compare al posto di quello di Aldo Moro, nell’immagine simbolo del sequestro, dove si vede lo statista imbavagliato davanti alla bandiera delle Brigate Rosse.

"Quando un rispettabile membro della comunità scientifica viene colpito in maniera così barbara, come accaduto al primario di infettivologia, Bassetti, ci troviamo di fronte alla sovversione non solo delle istituzioni, ma anche della scienza e del progresso. In questo caso la politica deve assumersi la responsabilità di ristabilire la legalità e frenare questa deriva". A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Mariagrazia Santoro, componente della III commissione Salute, commentando la serie di frasi ingiuriose comparse contro Bassetti.

"La solidarietà verso tutta la comunità scientifica va espressa con forza soprattutto in momenti come questi. Dal virologo Burioni, minacciato di morte, a Bassetti stiamo assistendo a vergognosi e infami attacchi dai no vax. Questo, la politica non lo può permettere. Noi del Pd abbiamo sostenuto anche ultimamente la necessità di stringere un dialogo forte con la comunità scientifica, convinti che debba essere proprio chi è chiamato a tutelare la salute pubblica, a guidare il dibattito su temi delicati come quello dei vaccini".

"Ribadiamo la forte necessità di audire medici come Bassetti in commissione Salute. Ma oltre questo, fondamentale è una presa di posizione forte del presidente Fedriga: non crollerà il mondo se per una volta la smettesse di emulare Salvini e prendesse una decisione autonoma, come hanno fatto altre Regioni, visto che in gioco c'è la salute dei nostri bambini e il futuro della nostra comunità. Condanni anche Fedriga questi indecenti comportamenti dei no vax: è proprio il silenzio e l'ambiguità delle istituzioni e di chi ha responsabilità di governo ad avvelenare il clima politico e sociale, sfociando poi in episodi del genere".

"Vergognosi e scandalosi": questo il commento del Presidente dell'Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco, in merito alle scritte intimidatorie comparse oggi sulle vetrate del reparto 9 dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Udine contro l'infettivologo Matteo Bassetti. "Esprimiamo vicinanza e solidarietà al collega che da sempre si batte per la copertura vaccinale, oggetto ultimamente di revisioni e di fake news che stanno provocando una reazione del tutto anti-scientifica; adesso chi lotta per garantire la salute della popolazione rischia di subire un linciaggio mai avvenuto prima quando i vaccini erano accolti come una benedizione e la gente correva a portare i figli a vaccinare", aggiunge il Presidente Rocco.

"Siamo molto preoccupati per il crescendo di un clima che non esito a definire fortemente intimidatorio. La politica deve rendersi conto che certe decisioni che non collimano con la Scienza non fanno altro che provocare reazioni da parte di chi vuole riportare le lancette della storia indietro all'era  in cui i vaccini non esistevano".

"È un dovere per le Istituzioni intervenire a difesa di un professionista della sanità attaccato in maniera vile e volgare solo per aver esposto legittimamente le proprie opinioni. Le minacce all'infettivologo Bassetti, infatti, rappresentano un episodio tanto grave quanto triste, da condannare severamente. Tanto più in una regione come il Friuli Venezia Giulia che, in passato, ha sempre affrontato con civiltà e rispetto i confronti sulle tematiche più sensibili che riguardano la sfera dei diritti civili". Lo afferma il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, esprimendo piena solidarietà al professor Matteo Bassetti.

"Non trascuriamo questo segnale preoccupante - aggiunge Riccardi - perché in questo modo si vorrebbe far abdicare il confronto democratico a favore della violenza verbale. Ecco perché occorre vigilare affinché non si vada oltre. Questo è un attacco all'istituzione scientifica, non solo alla persona, da parte di chi, probabilmente, dà autorevolezza a qualche pagina social piuttosto che a un lungo percorso di ricerca scientifica".

"Le forze dell'ordine indaghino a fondo - conclude il vicegovernatore - perché, dovesse anche trattarsi di un episodio di teppismo, rivela nei modi e nei toni un'allarmante cultura di violenza che va immediatamente arginata".

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1 Commenti
marco1917

la stupidità è gratis, se fai la TAC a questi non trovi il cervello.

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