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Acque del Fvg: Cafc punta su sicurezza e monitoraggi costanti

Presidente Benigno: “Troviamo i pesticidi perché li cerchiamo”. Allo studio nuovi protocolli di azioni comuni con gli altri Enti gestori

Acque del Fvg: Cafc punta su sicurezza e monitoraggi costanti

Sicurezza e monitoraggi costanti. Questa la mission di CAFC società leader in Friuli Venezia Giulia nella gestione del Servizio idrico integrato, in pole position quanto a controlli degli agenti inquinanti, compresi quelli emergenti. La presenza di composti chimici provenienti dall'agricoltura (pesticidi, erbicidi) viene rilevata proprio perché avvengono prelevamenti e check up costanti, attività che in molte altre regioni non vengono svolte, oppure sporadicamente. Le indagini effettuate in Friuli risultano assai più approfondite in termini di densità dei controlli e varietà di sostanze cercate. Laddove il dato è superiore alla media, quanto a presenza di pesticidi, non significa che c'è più inquinamento, bensì che ci sono più controlli. Questo è emerso in occasione del Forum “Sos...l'acqua chiede aiuto” organizzato in collaborazione con Rotary International che ha affrontato le conseguenze sull'acqua a fronte dei cambiamenti climatici, dell'attività antropica (agricoltura, allevamenti, produzione industriale, etc), dei vecchi e nuovi inquinanti.

In occasione del Meeting, il presidente di CAFC Salvatore Benigno ha evidenziato la crescita del numero di agenti inquinanti oggetto di mappatura anche preventiva, e in continuo ampliamento, grazie all'applicazione del Water Safety Plan, ovvero Piano di monitoraggio continuo delle acque che annovera CAFC quale ente gestore che ha lanciato un tavolo comune con tutti i gestori della regione per anticipare le normative e introdurre la sorveglianza su nuovi contaminanti che le legge non obbliga ancora a rilevare.

Quanto alle perdite dalle conduttore idriche, CAFC si colloca in una delle posizioni privilegiate con la percentuale del 30 per cento rispetto alle media nazionale del 41 per cento. Gli investimenti per i miglioramenti tesi al contenimento delle perdite dell'acquedotto sono in crescita: da 5 milioni di euro ai prossimo 6 milioni stanziati per il prossimo anno. Il totale degli investimenti è di 20 milioni di euro l'anno, per acquedotto, fognatura e depurazione, con l'obiettivo di portarli a 25 milioni di euro nei prossimi anni. L'auspicio è che in agricoltura si utilizzino sempre meno sostanze tossiche, prediligendo quelle a ridotto impatto. Inoltre, il presidente Benigno sottolinea l'opportunità di creare sempre più sinergie anche con il Consorzio di Bonifica che porta l'acqua agli agricoltori. L'impegno di CAFC è orientato anche a definire nuovi protocolli di azione comuni con gli altri Enti gestori, per definire economie di scala e perfezionare le procedure, individuare programmi di finanziamento strutturati e condivisi.

Ad aprire il Forum è stato il governatore del Rotary del Distretto 2060 che include Fvg, Veneto Trentino. Si è parlato del valore dell'acqua tra innovazione e partecipazione sociale con Francesco Fatone, coordinatore Azione di Innovazione europea Horizon 2020 Smart Plant; dei cambiamenti climatici e dell'agricoltura sostenibile con Massimo Canali, direttore generale del Consorzio di Bonifica Pianura Padana.

I contaminanti emergenti sono stati oggetto dell'intervento di Luca Lucentini, direttore del reparto Acqua e salute dell'Istituto superiore di sanità e sugli inquinanti nelle acque ad uso potabile del Friuli Venezia Giulia ha parlato Franco Sturzi, direttore tecnico scientifico Arpa Fvg.

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