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Avvelenamento da tallio: parla l'esperto

Massimo Baraldo, direttore di farmacologia clinica dell’ospedale universitario di Udine, commenta quanto accaduto alla famiglia Del Zotto

Avvelenamento da tallio: parla l\u0027esperto

In letteratura non esistono casi così eclatanti come la morte di due persone a distanza di poche ore l’una dall’altra per una possibile contaminazione da tallio.

Così esordisce Massimo Baraldo direttore di farmacologia clinica dell’ospedale universitario di Udine commentando quanto accaduto a una famiglia che durante l’estate aveva trascorso le vacanze a Varmo.

Il tossicologo udinese ritiene strana l’ipotesi che l’avvelenamento possa derivare dal guano dei piccioni. “La dose letale di tallio è un grammo- sottolinea Baraldo -e per ottenerla ci vuole un inimmaginabile quantitativo di feci secche di piccione”. Il tallio è anche presente in alcuni dispositivi elettrici ed elettronici, ma è soprattutto usato come topicida, sostanza che si può reperire facilmente su internet come altre che sono state vietate dall’UE.

E’ un veleno molto potente e prevalentemente provoca la morte in maniera graduale a meno che non se ne ingeriscano quantità esagerate. Comporta la degenerazione delle cellule in particolare del sistema nervoso presentando dei sintomi iniziali come nausea , vomito e poi via via problemi neurotossici, come parestesie agli arti, e neuropsichiatrici, di tipo isterico e delirio che tendono a peggiorare nell’arco di uno o due mesi.

Ci sono altri segni evidenti di avvelenamento da tallio come la perdita dei peli , dei capelli e delle sopracciglia. Spetta ora ai medici legali fare luce sull’intera vicenda.

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