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Cafc: solleciti per oltre il 20 per cento delle bollette

Il Consorzio Acquedotto Friuli Centrale stila il bilancio della gestione 2017, con un utile di 60 milioni

Cafc: solleciti per oltre il 20 per cento delle bollette

Le famiglie, pur con qualche sacrificio, riescono a pagare le bollette. I problemi riguardano, invece, le utenze militari. Il dato emerge dal rilevamento che il Cafc, il Consorzio Acquedotto Friuli Centrale ha effettuato facendo un raffronto tra il 2016 e il 2017.

Il servizio di recupero crediti e solleciti è stato potenziato. Particolare attenzione è stata riservata alle attività commerciali di Lignano, quei negozi che aprono a Pasqua e chiudono terminata la stagione turistica. Idem per i proprietari di appartamenti o anche per le stesse agenzie che hanno in gestione gli immobili. “In passato - spiega il vice presidente di Cafc, Eddi Gomboso - capitava che alcuni clienti di questo tipo, terminata la stagione, fossero difficilmente rintracciabili e, quindi, aumentava il numero degli insoluti”.

Ma, come detto, il problema non riguarda tanto i privati quanto caserme militari e stazioni dei carabinieri, dove spesso incassare diventa un’impresa. Realtà che di fatto dovrebbero dare il buon esempio e che, invece, ritardano nei pagamenti delle bollette. Lo stesso Gomboso evidenzia problemi anche quando si registrano consumi anomali nelle strutture alimentari dovuti a rubinetti difettosi o lasciati aperti. Anche in questo caso non si trova grande flessibilità, ma tanto - come si suol dire - paga pantalone e cioè i contribuenti.

Ma veniamo ai dati: il 75-80% dei pagamenti va a buon fine, cioè entro la scadenza; un altro 10% rientra con circa 4 settimane di ritardo. Rimane, poi, un ulteriore 8/10% di casi nei quali è necessaria un’azione più energica. Un 2% rappresenta una perdita congenita. In altre zone d’Italia questa supera il 4%.

Cafc quest’anno chiuderà con utili per 60 milioni di euro, sette in più rispetto all’esercizio 2017.

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