Home / Cronaca / Collio, una rivoluzione con tanto di marchio

Collio, una rivoluzione con tanto di marchio

CORMONS - I Comuni hanno stretto un accordo per rilanciare il territorio, a partire dal turismo. Felcaro: “Un brand vincente”

Collio, una rivoluzione con tanto di marchio

Così come i tralci della vite hanno bisogno di sostegni solidi e numerosi per distendersi e dare frutti, anche i progetti e le idee degli uomini possono meglio concretizzarsi se sorretti e sospinti da più mani. Avremmo potuto anche evitare questa complessa metafora, che però ci faceva gioco, e limitarci a dire ‘l’unione fa la forza’, per spiegare le finalità del nuovo accordo che, con Cormons nei panni del capofila, unisce i Comuni dell’area del Collio. Perché l’obiettivo non è altro che unire gli sforzi per promuovere dal punto di vista turistico ma non soltanto una terra dalle potenzialità enormi e in buona parte ancora inespresse. Come ci racconta anche il sindaco di Cormons Roberto Felcaro.

In che senso è rivoluzionario l’accordo tra i Comuni del Collio?
“È un accordo di territorio politicamente trasversale e aperto, che unisce delle realtà territoriali tra loro omogenee. Subito dopo le ultime elezioni ci siamo incontrati tra i sindaci di Cormons, Medea, Capriva, San Floriano e Dolegna per iniziare questo percorso che abbiamo formalizzato nel mese di settembre”.

La collaborazione si sviluppa solo in ambito turistico o anche in altro? Facciamo degli esempi?
“L’intenzione è quella di collaborare in modo esteso, cercando la miglior sinergia tra sviluppo e crescita del territorio, tanto dal punto di vista turistico quanto da quello commerciale. Senza dimenticare le collaborazioni per migliorare i servizi, quali manutenzione e cura dell’ambiente, che riteniamo assolutamente fondamentali”.
Parlando di turismo è il marchio ‘Collio’ il vero asso da giocare…
“Esatto. Proprio per questo motivo stiamo ragionando sulla possibilità di creare un vero e proprio marchio territoriale, affinché nel tempo si possa portare la zona Collio-Isonzo a essere riconosciuta come un brand vincente. Il tutto chiaramente nel rispetto di quanto già oggi è stato fatto dal Consorzio Collio e da ogni altro operatore del settore e dell’Isontino, perché non c’è volontà di fare concorrenza o ombra a nessuno, ma semplicemente di lavorare tutti insieme per il bene comune”.
Quale progetto vedremo concretizzato per primo e quali potrebbero essere i traguardi a lungo termine?
“I primi progetti saranno improntati a fare sinergia sugli eventi già esistenti, mettendo in rete tra loro le pro loco locali. Ma lavoreremo anche perchè questa intesa crei le basi per presentarci preparati ed adeguatamente organizzati all’appuntamento del riconoscimento del Collio-Brda quale patrimonio Unesco. Dobbiamo essere pronti a gestire questa futura grande opportunità”.

Che tipo di ‘ritorno’ vi aspettate?
“Puntiamo soprattutto a un aumento dell’indotto commerciale e turistico, con il nuovo centro regionale derivante dall’ampliamento dell’attuale enoteca potrà diventare punto di riferimento per tutta la zona. La prospettiva è anche quella di portare i turisti a fermarsi per più giorni nel nostro territorio, che, se si presenta unito, ha tantissimo da offrire: pensiamo per esempio alla visita delle cantine o del paesaggio cormonese, unita a quella delle zone vitivinicole di Dolegna e San Floriano, al campo da golf e al castello di Capriva o all’Ara Pacis di Medea. Non ci manca davvero nulla”.

0 Commenti

Economia

Sport

Spettacoli

Politica

Tendenze

Gusto

Viaggi

Salute

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori