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Da Pordenone a Lecce per dire basta al bullismo

Ispirati dalla drammatica vicenda della studentessa pordenonese che ha tentato il suicidio, un gruppo di ragazzi pugliesi ha dato vita al progetto "MaBasta"

Da Pordenone a Lecce per dire basta al bullismo

La storia della dodicenne di Pordenone che si è lanciata dalla finestra con l'intento di togliersi la vita, perché vittima di bullismo, ha spinto le studentesse e gli studenti della classe 1°A dell’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce a darsi da fare e a impegnarsi in prima persona per tentare di contrastare il fenomeno.
I ragazzi hanno dato vita, nei giorni scorsi, a un nuovo progetto, “MABASTA!”, che oltre ad essere un’esplicita esclamazione è anche l'acronimo di “Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti”. L'idea è frutto dell'impegno di Giorgio Armillis, Martina Caracciolo, Mattia Carluccio, Mirko Cazzato, Jacopo De Lucia, Patrick De Silla, Marta Di Giuseppe, Lorenzo Greco, Niki Greco, Simone La Gioia, Francesca Laudisa, Michela Montagna, Edoardo Sartori, Alice Stamerra.

Nella lotta al bullismo, MaBasta è il primo movimento che nasce "dal basso", quindi dai ragazzi stessi, giovani studenti tra i 14 e 15 anni con le idee molto chiare.

I ragazzi vogliono creare una sorta di associazione informale di tutti quegli adolescenti italiani che, come loro, non accettano e non sopportano le azioni di 'bulle' e 'bulli', impegnandosi con creatività e determinazione e utilizzando ogni mezzo di comunicazione per far sentire la loro voce, soprattutto il web ed i social network.

Gli studenti leccesi hanno creato un logo ad hoc e aperto una pagina Facebook, inpoltre stanno lavorando alla realizzazione e pubblicazione di un sito internet autoprodotto, mentre è già partita una prima campagna fatta di piccoli video-spot e fotografie realizzati in proprio, in cui ci mettono la faccia nel dire “Ma basta!”.

"L’idea ci è venuta – raccontano i ragazzi – quando abbiamo parlato in classe del caso della ragazza di Pordenone che ha tentato di farla finita perché non ce la faceva più a sopportare le azioni di bullismo da parte dei compagni. Siccome i prof ci dicono sempre che è molto meglio “fare” qualcosa anziché semplicemente parlarne, allora ci siamo chiesti cosa potevamo fare di concreto per almeno tentare di frenare questo bruttissimo fenomeno. Ci è venuto in mente di creare una specie di associazione di giovani e giovanissimi che, come noi, vogliono fermare il bullismo, per dimostrare alle bulle e ai bulli che quelli contrari sono molto più numerosi. Vogliamo creare un sito internet che possa dare una mano sia ai 'bullati', spingendoli a tirare fuori le loro storie, che ai 'bulli' veri e propri perché, secondo noi, forse sono proprio loro che ne hanno più bisogno. Gli ultimi casi di Nuoro e di Galatone non hanno fatto altro che spingerci ad accelerare i tempi, abbiamo già creato una pagina Facebook e abbiamo iniziato a pubblicare alcuni video che speriamo diventino virali. Ovviamente vorremmo tanto che le ragazze ed i ragazzi di Pordenone, Nuoro e Galatone (insieme a tutti i loro compagni e amici) diventino dei nostri. Chiediamo il sostegno e la collaborazione di tutti i ragazzi in Italia, dalle elementari alle superiori, vogliamo diventare tantissimi così da avere una voce più forte".

I ragazzi hanno già trovato l’immediato sostegno di quattro importanti siti che si occupano di educazione: Your Edu Action, OrizzonteScuola, Aetnanet e MasterProf.

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