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Delitto di Pordenone - Reazione a catena, dallo scherzo sfuggito di mano al delitto

Teresa Costanza aveva parlato al compagno Trifone Ragone dei messaggi ricevuti tramite un profilo anonimo di Facebook e il militare pugliese potrebbe aver individuato l'autore delle missive

Delitto di Pordenone - Reazione a catena, dallo scherzo sfuggito di mano al delitto

21/01/2016

La soluzione del giallo dei fidanzati uccisi a Pordenone il 17 marzo 2015 entro gennaio. Così avevano annunciato gli inquirenti e ora che la fine del mese è prossima, le indagini sono giunte a una fase cruciale e molto delicata, per stessa ammissione degli addetti ai lavori. Mentre Giosué Ruotolo questa settimana ha fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere durante l'ultimo interrogatorio in procura a Pordenone, le indagini si concentrano con forza sul profilo Facebook anonimo creato da qualcuno che voleva gettare fango su Trifone Ragone e screditarlo agli occhi della fidanzata Teresa Costanza.


La chiave del giallo, a questo punto delle indagini, potrebbe essere il luogo fisico dove è stato creato il profilo anonimo. Ruotolo, unico indagato per il duplice delitto, lavorava infatti come esperto informatico nella caserma De Carli di Cordenons, sede del 132° reggimento carristi. Ed è proprio in caserma, da uno dei computer in uso alla de Carli, che potrebbe essere stato creato il finto profilo Facebbok da cui sono state inviate mail offensive e denigratorie a Costanza. Se così fosse, gli inquirenti avrebbero un ulteriore elemento a disposizione che aggraverebbe la posizione di Ruotolo. La fidanzata Rosaria Patrone, invece, potrebbe soltanto aver avuto accesso al profilo 'fake' e aver letto i messaggi che Ragone - se gli venisse attribuita la paternità del profilo - avrebbe inviato a Costanza.

Costanza, infastidita dall'insistenza dei messaggi e dal tenore degli stessi, forse aveva messo al corrente di quanto stava accadendo il fidanzato, e Ragone potrebbe aver collegato subito i messaggi al presunto autore. Pare infatti, come la trasmissione di Rai3 Chi l'ha visto? ha riferito, che i messaggi fossero piuttosto dettagliati e ricchi di particolari intimi che soltanto qualcuno di molto vicino al militare pugliese poteva conoscere. Nei messaggi si farebbe riferimento a incontri amorosi di Trifone con numerose donne e a presunti tradimenti del giovane ai danni della fidanzata.

Bugie? Illazioni? Una semplice presa in giro? Fatti risalenti al passato utilizzati per ferire la ragazza? Fatto sta che Trifone Ragone aveva tagliato i ponti con gli ex coinquilini, scegliendo di andare a convivere con la fidanzata Teresa Costanza in un appartamento nel centro di Pordenone, lasciando il passato, amoroso e non, alla spalle.

Ciò che gli inquirenti sospettano è che quello che era nato come uno scherzo, certamente di cattivo gusto, abbia scatenato una reazione a catena dalle estreme conseguenze, fino a sfociare in un duplice delitto, che fin dall'inizio agli investigatori è sembrato una vera e propria esecuzione.

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