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Falsi prosciutti di San Daniele: sono 103 gli indagati

Nel mirino degli inquirenti, in tutto, sono finiti 270mila pezzi, tutti spacciati come San Daniele Dop ma in realtà non conformi

Falsi prosciutti di San Daniele: sono 103 gli indagati

E' stata chiusa l’indagine della Procura di Pordenone contro i falsi prosciutti Dop di San Daniele. Sono 103 gli indagati che, secondo le indagini dei Carabinieri del Nas e dell'Ispettorato anti-frodi avrebbero venduto come ‘Dop’ 50mila cosce - sequestrate in prima battuta - di prosciutto che invece non rispondevano ai rigidi criteri del disciplinare di denominazione d’origine protetta. Nel mirino degli inquirenti, in tutto, sono finiti 270mila pezzi, tutti spacciati come San Daniele Dop ma in realtà non conformi e ora sequestrati.

Le indagini ipotizzano anche truffe per ottenere 400mila euro di contributo previsti dal piano di sviluppo rurale della Comunità europea. Sessantadue le persone - tutti della filiera produttiva, di controllo e sanitaria - indagati, 25 imprese. Sono 16 le posizioni stralciate ad altre procure.

L’attività della Procura era iniziata nel 2016 e, a luglio dello scorso anno, aveva portato a otto arresti, tra imprenditori, produttori, liberi professionisti e titolari di macelli per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode nel commercio, falso, contraffazione dei marchi e truffa ai danni dell’Unione europea.

Ad agosto, le misure cautelari erano state revocate dal Tribunale del Riesame.

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