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Femminicidio a Udine: città attonita

La violenza spezza la quotidianità di via Rialto, nel cuore della centro storico, a due passi da Palazzo d'Arconco

Femminicidio a Udine: città attonita

E' una giornata calda e nuvolosa come tante quella di oggi, a Udine. Una mattinata di festa per molti studenti che affollano il centro storico del capoluogo friulano per celebrare spensieratamente la fine dell'anno scolastico. Una giornata lavorativa come tante per commercianti, baristi, impiegati e lavoratori, con bar affollati e turisti in visita.

Alle 10.10, questa routine si spezza improvvisamente. Un ragazzo esce da una porta al civico 12 di via Rialto, a due passi dal palazzo comunale, terrorizzato, gridando che qualcuno stava sparando all'interno.

Al secondo piano dell'edificio che ospita lo studio notarile associato Amodio-Andrioli, in uno degli uffici, è in corso una compravendita di un immobile a Tarcento. I proprietari, una coppia di ex coniugi - Giuliano Cattaruzzi e Donatella Briosi – sono seduti attorno al tavolo alla presenza della famiglia dei nuovi proprietari, un vicino di casa interessato a un altro lotto, un agente immobiliare, l'avvocato Silvia Pajani e altro personale dello studio. Una decina di persone in tutto.

Improvvisamente, prima ancora d'iniziare le procedure per la vendita dell'immobile, l'architetto Giuliano Cattaruzzi si alza e si avvicina alla moglie, le mette una mano sulla spalla, estrae una pistola calibro 38 e spara un primo colpo che rimbalza sul pavimento, sfiorando la famiglia di acquirenti prima di conficcarsi in due libri dal lato opposto della stanza. Cattaruzzi appoggia la pistola alla nuca dell'ex ed esplode un secondo colpo. Il proiettile trapassa il corpo di Donatella Briosi, colpisce di striscio l'avvocato Silvia Pajani, che le siede accanto. Poi, l'ex architetto si punta la calibro 38 alla gola e fa fuoco.

Questa la dinamica di quanto accaduto mercoledì mattina, secondo la ricostruzione della Polizia di Udine, presente sul posto con numerosi agenti, la scientifica e il capo della Squadra Mobile, il vicequestore Massimiliano Ortolan.

Potrebbe essere proprio la vendita dell'immobile di Tarcento, di proprietà dell'architetto 80enne ma gravato da un'ipoteca a favore della ex moglie, ad aver scatenato la furia omicida. Donatella Briosi questa mattina avrebbe estinto l'ipoteca sull'abitazione di Tarcento e sarebbe stata liquidata per la parte spettante.

La violenza spezza così, di colpo, l'atmosfera di festa, la routine quotidiana del centro città. La zona del crimine transennata divide in due via Rialto, così la gente comincia ad assieparsi e a chiedere informazioni. Nelle vicine piazza San Giacomo e via Mercatovecchio, nella parallela via Cavour e in galleria Bardelli, invece, tutto continua come se niente fosse accaduto.

La gente si avvicina cauta e curiosa, e in silenzio gaurda, osserva, scruta quanto sta accadendo, l'andirivieni di poliziotti. Qualcuno chiede e si informa su cosa sia successo. Tra lo stupore e lo sconcerto la gente commenta scuotendo la testa l'ennesimo femminicidio. I negozi vicini allo studio notarile alle 12.30 chiudono le serrande. C'è poca voglia di parlare, escono a testa bassa e alla spicciolata. Nessuna dichiarazione.

Poi il personale delle onoranze funebri porta via i due corpi senza vita. Prima la vittima, Donatella Briosi, poi l'assassino, Giovanni Cattaruzzi. Gli agenti tolgono le transenne. Via Rialto riapre e tutto torna come prima. Anche se questa, per Udine, non sarà certamente una giornata come tutte le altre.

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