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I soldi dei privati fanno risplendere Villa Varda

Brugnera - Un imprenditore locale ha messo sul piatto 570mila euro per contribuire al recupero della struttura. Che ora risplende

I soldi dei privati fanno risplendere Villa Varda

Una struttura antica ma con un aspetto giovanile. Questo è Villa Varda, il complesso più importante e significativo, dal punto di vista storico, architettonico e ambientale, del Comune di Brugnera. Costruita dai nobili Mazzoleni nella frazione di San Cassiano di Livenza nella seconda metà del XV secolo, presenta linee architettoniche eleganti e armoniche ed è immersa nei suoi 18 ettari di parco. Il gioiello di Brugnera, con annesso parco sul Livenza, sta tornano all’antico splendore. E il merito, in modo particolare, è di un illuminato mecenate. Inaco Maccan, patron dell’azienda del mobile Friulintagli, sfruttando l’art bonus (che prevede agevolazioni fiscali per il 65% dell’importo erogato) ha messo sul piatto ben 570mila euro.

Soldi privati che vanno a beneficio di un bene pubblico e, quindi, dell’intera comunità. Di Brugnera e non solo, perché Villa Varda è una meta turistica molto gettonata per friulani e veneti. Grazie al denaro privato, il Comune sta pianificando una serie di interventi, in parte già realizzati, che comprendono il recupero della villa dominicale, l’arancera, il ponticello e la Casa Svizzera.
“Devo ringraziare l’azienda per questa somma cospicua messa a disposizione. Il titolare, con grande umiltà, mi si è avvicinato qualche tempo fa dicendomi che voleva restituire al territorio quanto aveva avuto”, spiega il sindaco Ivo Moras.

La facciata della Villa è già tornata all’antico splendore, grazie alle opere terminate lo scorso novembre per un valore di 300mila euro, e ora in programma ci sono altri due interventi. I lavori, che partiranno tra aprile e maggio, dureranno qualche mese – precisa Moras  e riguarderanno la realizzazione del ponticello sul laghetto e il restauro del piano terra della Casa Svizzera”.  Due lotti da 32mila e 238mila euro, che portano il totale a 570mila, coprendo esattamente la cifra messa disposizione dell’imprenditore locale. Insomma, un aiuto all’arte di Brugnera davvero prezioso. E le porte restano aperte ad altri benefattori.

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