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Il cancro? Lo si studia anche grazie all’arte

GORIZIA - Un team di ricercatori, tra i quali il medico Antonio Perciaccante, ha fatto interessanti scoperte sul tumore alla mammella analizzando alcuni dipinti del Rinascimento

Il cancro? Lo si studia anche grazie all’arte

Dall’analisi delle opere d’arte del passato, indizi e spunti buoni per rivoluzionare molte convinzioni di oggi. E’ la cosiddetta icono-diagnostica, un campo di ricerca di sicuro poco noto ma non per questo privo di fascino e importanza, che vede nell’Isontino, e più precisamente a Gorizia, un suo interprete particolarmente attivo e appassionato. Si tratta del dottor Antonio Perciaccante, medico internista dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ di Gorizia, componente del team internazionale di esperti che ha recentemente effettuato una scoperta decisamente interessante, ritrovando tracce della presenza del tumore al seno ai tempi del Rinascimento.
Un fatto che potrebbe sembrare magari scontato, ma non lo è, visto che, come spiega Perciaccante. “Il cancro - dice il medico - è considerato una patologia dei tempi moderni. In realtà, non è così: il nostro studio è la testimonianza che tale patologia, in modo particolare il carcinoma della mammella, era nota e presente già nel passato, in questo caso nel Rinascimento”. Ma in cosa consiste la ricerca effettuata dalla squadra di esperti che, oltre al goriziano Perciaccante, è formata (in questa occasione, perché a seconda degli studi si apre a diverse collaborazioni) anche dall’antropologa dell’Università di Warwick Raffaella Bianucci, dal medico legale dell’Università di Versailles Saint Quentin Philippe Charlier e dalla storica della medicina presso l’Università di Firenze Donatella Lippi? “Il nostro studio, pubblicato dalla prestigiosa rivista medica ‘The Lancet Oncology’, rientra - afferma Perciaccante - nel campo della icono-diagnostica. In sostanza, una corretta osservazione di un dipinto permette di ottenere informazioni inerenti il decorso di una malattia, in questo caso il cancro del seno, e di proporre una ipotesi clinica”.
Nel lavoro pubblicato dalla rivista internazionale, il gruppo descrive due distinti tipi di tumori della mammella, di cui uno addirittura in necrosi, riscontrati nei dipinti ‘La notte’ (risalente al 1555-1565) di Michele Ridolfo del Ghirlandaio e ‘L’allegoria della Fortezza’ (del 1560-1562) di Maso da San Friano. “Sappiamo anche che un approccio chirurgico rivoluzionario alla rimozione delle neoplasie mammarie fosse stato sviluppato già nel Rinascimento – conclude Perciaccante -, con il primo chirurgo del re di Francia Enrico IV che raccomandava già di eseguire la mastectomia con un approccio assolutamente pionieristico, che vedrà però la sua realizzazione solo tre secoli dopo, quando Wiliam Halsted eseguirà nel 1894 la prima operazione di questo genere utilizzando gli anestetici. Ovviamente interventi tanto complessi non erano ancora possibili nel Rinascimento, ed è per questo che il tumore si manifestava nei suoi vari stadi fino a quello avanzato visibile anche a occhio nudo. Noi riteniamo che la rappresentazione pittorica del tumore maligno del seno sia stata intenzionale, ed è possibile quindi, entro certi limiti, che rifletta una condizione patologica femminile piuttosto comune di quell’epoca”.

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