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La mamma di Giulio Regeni: "Siamo stati abbandonati"

I genitori del ricercatore friulano hanno partecipato a un incontro organizzato dall'Ordine degli avvocati a Genova

La mamma di Giulio Regeni:

Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni il ricercatore di Fiumicello ucciso in Egitto due anni fa, ha partecipato a un dibattito organizzato dall'Ordine degli avvocati a Genova. Nell'occasione la mamma di Giulio Regeni ha denunciato che la famiglia è stata abbondanata dal governo, in particolare il riferimento è al 14 agosto scorso, data in cui il premier Paolo Gentiloni ha annunciato il rientro dell'ambasciatore italiano al Cairo.
Paola Deffendi ha però ribadito la sua piena fiducia nella legge, nei legali e nella stampa buona. A supportare la dura lotta della famiglia Regeni, per ottenere la verità sulla morte del 28enne, i social e il supporto della gente comune.
Il dibattito incentrato sulla difesa dei diritti internazionali è stata l'occasione per ribadire con fermezza l'intenzione della famiglia di proseguire la sua battaglia per la ricerca della verità sull'atroce morte del giovane friulano.
Presente all'incontro anche il padre Claudio Regeni che ha patecipato all'incontro 'La tutela degli italiani all'estero. Una storia tragicamente emblematica: Giulio Regeni'.
Giulio Regeni è divenuto un simbolo che dà voce a tutti quelli, italiani e non, che possono trovarsi in una situazione simile.
Il legale della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, ha invece parlato dei depistaggi che hanno fortemente penalizzato e influenzato le indagini, sottolinenando che al momento sono nove i nomi delle forze di polizia egiziane che sarebbero coinvolti nell'uccisione di Giulio. Nel corso dell'incontro il sostituto procuratore della Corte di Appello, Enrico Zucca, ha ricordato che due eventi di portata storiac come l'11 settembre 2001 e il G8 di Genova hanno "segnato una rottura nella tutela dei diritti internazionali". Una constatazione che pone sullo stesso piano un paese dittatoriale come l'Egitto e paesi come gli Usa e l'Italia.
Il giudice Domenico Pellegrini ha espresso la necessità della creazione di un "organismo internazionale come l'Onu che garantisca la mutua collaborazione e la tutela dei diritti dei singoli".

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