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Nuova vita per il parco storico dell’ex Cotonificio

Udine - Sarà recuperato il parco monumentale, creati un centro visite e una serra per l’attività scientifica. Stanziamento di 2 milioni di euro della Provincia di Udine

Nuova vita per il parco storico dell’ex Cotonificio

La Provincia di Udine ha dato il via alla riqualificazione del parco dell’ex Cotonificio, un’area di 8 ettari che si trova tra il quartiere fieristico di Udine e Gorizia Fiere e il parco del Cormôr nel territorio del Comune di Martignacco. Con la cerimonia della posa della prima pietra che si è svolta questa mattina, parte ufficialmente un intervento che presenta un quadro economico di 2 milioni di euro. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini e dall’assessore provinciale delegato Marco Quai che ha seguito l’iter fin dagli esordi, da quando cioè palazzo Belgrado ha acquisito il diritto di superficie sull’area con l’intento di risistemarla sia a beneficio del quartiere fieristico sia in quanto zona di significativo pregio naturalistico per le numerose essenze presenti, alcune delle quali piuttosto antiche e di notevole importanza storico-culturale. “Si tratta di un’area verde molto importante collegata al sito dove sorgeva il Cotonificio Udinese, una storia imprenditoriale straordinaria per il Friuli e soprattutto per le donne friulane alle quali, a fine ‘800, venne data l’opportunità di un’occupazione vera e propria, al di fuori delle mura domestiche”, ha raccontato Quai. “Il merito va a una classe di imprenditori come Carlo Kechler, Elio Morpurgo e altri che contribuirono allo sviluppo di questo territorio perché oltre al Cotonificio, istituirono anche la banca di Udine poi banca del Friuli e realizzarono il canale Ledra. Imprenditori lungimiranti che dimostrarono grande sensibilità per le donne lavoratrici tanto di edificare a lato della fabbrica anche un asilo, una scuola e un parco, area che si va a riqualificazione grazie all’intervento della Provincia”. “Si tratta - come ha ribadito Quai - dell’ultima grande opera tra le centinaia realizzate dalla Provincia di Udine per la comunità. Ormai mancano pochi mesi alla fine del mandato e siamo convinti e coscienti che consegneremo il testimone a testa alta”.
Sul valore dell’intervento che recupera i vecchi sentieri e valorizza il parco monumentale si è soffermato il presidente Fontanini ricordando che anche questo intervento ha subito, come altre opere, i ritardi connessi al patto di stabilità. “Il cantiere è importante perché consente di ampliare le aree di fruibilità per gli utenti del parco del Cormôr e anche della fiera”, ha rilevato Fontanini. “Questo lembo del comune di Martignacco ha una grande importanza dal punto di vista storico, naturalistico e ambientale nonché economico; un grazie alla Provincia per questo intervento di significato grandemente identitario in continuità con quello che è stato il suo operato” sono state  le parole del sindaco di Martignacco Marco Zanor. Sui possibili sviluppi per il quartiere fieristico si è soffermato invece il presidente di Udine e Gorizia fiere Luciano Snidar. L’appalto è stato aggiudicato dall’azienda Ilsa Pacifici.
L’iter è stato piuttosto lungo e complesso anche per la necessità di acquisire i pareri favorevoli di diversi enti (Azienda Sanitaria, Soprintendenza, Regione Fvg, Vigili del Fuoco, Comune di Martignacco, Consorzio Ledra Tagliamento), in quanto la zona rientra nell’ARIA (Area di rilevante interesse ambientale) n. 15 “del parco del Cormôr” ed è soggetta a vincoli di carattere paesaggistico ed ambientale. L’esecutivo risale al 2012 ma l’avvio dei lavori è stato rallentato anche a causa del patto di stabilità che ha contingentato gli interventi. La progettazione è stata realizzata dall’architetto Elisa Trani (direttore dei lavori) che, con la collaborazione dell’Università di Udine – dipartimento di Scienze Agrarie, ha provveduto al censimento delle specie arboree registrando la presenza di oltre 250 piante, esemplari importantissimi tra pini, abeti, aceri, gelsi, querce che l’intervento prevede di valorizzare e apprezzare in tutta la loro bellezza anche mediante punti di sosta/belvedere.  L’utente potrà addentrarsi nel parco attraverso sentieri che ricalcano i percorsi storici dell’ex Cotonificio collegati al sistema dell’Ippovia del Cormôr.  Tutti i percorsi pedonali, ciclabili e carrabili di servizio saranno illuminati così come alcune piante di particolare pregio. Massima attenzione agli arredi (panchine, cestini, segnaletica) per i quali saranno impiegati materiali sostenibili per meglio integrarsi nel contesto.  Il progetto prevede anche la ristrutturazione del vecchio asilo del cotonificio (immobile in parte crollato) per trasformarlo in centro visite: l’edificio conterrà spazi destinati a informazioni sul parco monumentale, sull’orto botanico e sulle attività dei laboratori didattici, ma anche uffici amministrativi e una sala espositiva. Oggetto di recuperò pure la chiesa adiacente. Ex novo, invece, sarà realizzato, il centro servizi-orto botanico adiacente al quale uno spazio di complessivi 470 metri quadrati sarà adibito a serra in vetro-acciaio, fulcro dell’intervento per la realizzazione delle coltivazioni vegetali e per la ricerca didattica. 5000 metri quadrati saranno destinati alle attività dell’orto botanico quali raccolta delle piante, documentazione, studi scientifici con l’obiettivo della conservazione delle essenze locali.
L’area diventerà quindi fruibile da parte dell’utenza dell’adiacente parco ma anche quale sede per eventi espositivi organizzati da Udine e Gorizia Fiere sull’esempio della fiera Euroflora di Genova o della mostra internazionale di giardino e architettura “Buga” di Monaco di Baviera.  Non solo. L’intento della Provincia di Udine, è quello di far diventare il parco scientifico monumentale, l’annesso centro visite e l’orto botanico un punto di riferimento per valorizzare il patrimonio floristico friulano, in supporto e anche per dare prospettiva allo storico “Orto botanico-didattico” di via Urbanis, la cui gestione è in capo alla Provincia di Udine. Un parco, quindi, che diventi perno di un sistema regionale degli orti botanici in cui accogliere tutta la popolazione, ma anche le scolaresche, gli amanti della botanica e gli studiosi per l’attività di ricerca sulle piante.
Al parco si accede dalla palazzina del centro congressi della fiera adiacente al quale si trova l’ex asilo che diverrà centro visite. Quindi il percorso continua nel parco monumentale e poi attraverso una passerella sul canale Ledra si giunge al centro servizi-orto botanico. 

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