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Ogm: servono ricerca pubblica e coesistenza

Confagricoltura Fvg insiste nel sostegno alla ricerca indipendente

Ogm: servono ricerca pubblica e coesistenza

Chiudere ancora le porte a tutto ciò che è ogm, ricerca compresa, è sbagliato. È la posizione di Confagricoltura Fvg di oggi, coerente con quella già adottata in tempi non sospetti, dopo la decisione della Corte di Giustizia europea che, al momento, si è espressa favorevolmente verso quegli agricoltori che, negli anni passati, avevano provato a sperimentare, nei loro campi, i mais geneticamente migliorati.

“Sugli ogm – dice, infatti, Claudio Cressati presidente di Confagricoltura Fvg – la nostra organizzazione professionale ha da sempre sostenuto la necessità di predisporre delle norme basate su precise regole di coesistenza e di apertura alla ricerca indipendente. La mancata attuazione in Italia, e in particolare in Fvg, di questa strategia legislativa (peraltro perseguita negli anni dall’Unione europea) ha prodotto una pericolosa e ingiustificata radicalizzazione delle posizioni e comportamenti contrari al pensiero scientifico. Non si può bloccare la ricerca scientifica indipendente che, in Fvg, potrebbe e dovrebbe essere fatta anche dall’Ersa e dalle Università. Da questo punto di vista – conclude Cressati – le norme regionali sull’assoluto divieto di coltivazione delle sementi ogm consentite a livello europeo e la totale mancanza di iniziative di ricerca rappresentano altrettante occasioni perse per comporre le varie posizioni (anche tecniche, economiche e ambientali), cosa che invece la politica avrebbe il dovere di compiere per il bene di tutti, agricoltori compresi”.

Infine, aggiunge Confagricoltura Fvg, non si può dimenticare che dalle norme che permettessero la coesistenza, potrebbero derivare tangibili vantaggi per gli agricoltori (oltre 30 milioni di euro), per i consumatori (minor rischio di contaminazione di micotossine, possibili o sicure cancerogene) e per l’ambiente (minori consumi di energia, concimi e agrofarmaci per unità di prodotto). Buone norme di coesistenza permettono ai produttori di scegliere cosa produrre e ai consumatori cosa consumare.

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