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Ospedali chiusi o aperti?

Sanità Fvg: nonostante facciano fatica a nascere, quest’anno i Cap aumenteranno l’offerta

Ospedali chiusi o aperti?

E' sulla natura ‘ibrida’ dei presidi ospedalieri per la salute che si è innescata la polemica dei giorni scorsi tra il candidato premier del M5S Luigi Di Maio e il consigliere pentastellato Andrea Ussai da una parte e l’assessore regionale alla Sanità Maria Sandra Telesca dall’altra sulla chiusura di quattro ospedali in Fvg. Tutto dipende se si considerano i presidi per la salute degli ospedali a tutti gli effetti o, in ossequio agli standard ospedalieri dello Stato italiano, no. Gli standard nazionali dicono che l’ospedale più piccolo è quello di base, che deve essere dotato di Pronto soccorso, medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, anestesia, radiologia, laboratorio, emoteca e letti di osservazione breve intensiva.

Arriva anche lo psicologo
Nonostante facciano fatica a nascere, quest’anno i Cap aumenteranno l’offerta. Nelle ‘Linee annuali’ per il 2018, infatti, è previsto l’inserimento, per il momento sperimentale, della figura dello psicologo. Inoltre, nel capitolo dedicato ai consultori familiari, viene auspicato l’arrivo nei Cap anche dell’ostetrica di supporto alla donna nel percorso della gravidanza fisiologica e nel puerperio. Per quanto riguarda l’assistenza primaria al di là dei Cap, il prossimo anno sarà avviata anche la sperimentazione del fascicolo sanitario elettronico. A questo test parteciperà almeno il 15 per cento dei medici di medicina generale di ogni Azienda sanitaria.

Una ‘dieta’ d’inizio anno
Dal momento che le ‘Linee annuali’ per il 2018 sono state approvate tardi rispetto al solito, i bilanci di previsione consolidati della Aas e delle Asui devono ancora essere varati e, quindi, si dovrà procedere con l’esercizio provvisorio. Ogni mese, la regione passerà un dodicesimo della somma corrisposta lo scorso anno. Tuttavia, le Aziende e l’Ente per la gestione accentrata servizi condivisi dovranno rassegnarsi a tirare la cinghia. Già, perché questo assegno mensile sarà meno generoso. L’erogazione sarà più leggera a causa della diminuzione delle risorse a disposizione della Regione: nel complesso, dai 2.166 milioni di euro del 2017 si passa ai 2.144 milioni di quest’anno, pari a una riduzione di 22 milioni.

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