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Piante monumentali: Provincia di Udine denunciata

Piante monumentali: Provincia di Udine denunciata

Palazzo Belgrado, dal 2007 si occupa della manutenzione dei 'giganti verdi', lamenta: “Noi ci impegniamo e c’è chi ci denuncia”

Giganti verdi protetti con interventi periodici altamente specialistici. Eppure, nonostante gli sforzi da parte dell’amministrazione, c’è chi pensa di denunciare il Palazzo costringendo l’Ente ad affrontare lunghi e costosi processi. La Provincia di Udine è impegnata dal 2007, da quando è stata trasferita questa competenza dalla Regione, ad assicurare il mantenimento e la conservazione dei monumenti naturali del territorio: piante monumentali secolari che richiedono azioni di natura mirata e ad alta professionalità. Si tratta infatti di ‘ciclopi’ verdi di grandi dimensioni e altezza che per essere curati necessitano di operatori qualificati in possesso della comprovata esperienza, come sottolinea l’agronomo Michele Fabro, tecnico dell’Orto botanico e risorse naturalistiche.  Tutte le ditte a cui vengono abitualmente affidati i lavori sono friulane, un modo concreto per incentivare l’economia locale. Complessivamente, in media, ogni anno si stanziano 10 mila euro per conservare questo patrimonio tutelato. Quest’anno è stato stanziato l’importo di 11 mila 440 euro. Le piante monumentali oggetto di salvaguardia sono: quercus robur, farnia, del parco di Villa Canciani-Florio a Varmo e altre due rispettivamente a Moruzzo (nella foto)e a Sterpo di Bertiolo, a Villa Colloredo-Venier; taxus baccata, tasso, del parco storico di Villa Manin di Passariano; cupressus sempervirens, cipresso, sito a Rocca Bernarda – Ipplis; platanus acerifolia, platano, ubicato a Villa Lovaria a Pavia di Udine. Per età, specie, dimensioni, bellezza e storia queste piante costituiscono un esemplare unico nel loro genere. Si valuta di caso in caso anche la possibilità di interventi mirati al mantenimento del loro buono stato vegetativo e di difesa fitosanitaria.

A fronte di questo lavoro, c’è chi ha pensato di citare in giudizio la Provincia di Udine su presunti danni causati da alberi monumentali, come nel caso di R. R. e L. S. che vogliono ben 65 mila euro, oltre interessi e rivalutazione, per presunti danni che sarebbero stati provocati dall’albero monumentale “Zelkova Crenata”, nel comune di Latisana. L’amministrazione ha incaricato l’assicurazione, nel corso di una delle ultime giunte, a presentare ricorso contro la sentenza del Tribunale di Udine - sezione distaccata di Palmanova. L’assessore Barberio commenta con amarezza: “Un vero spreco di tempo e denaro essere costretti a difenderci quando ci impegniamo da anni su questo versante di protezione naturalistica; mettiamo in campo risorse, lavoriamo, e ci sono cittadini che ci trascinano nelle aule di giustizia…”.

Gli alberi monumentali, in quanto beni paesaggistici a tutti gli effetti, sono, quindi, entrati a far parte del patrimonio culturale nazionale, proprio come i capolavori dell'arte umana. Su di essi, quindi può essere apposto il "vincolo paesaggistico" che ne impedisce l'alterazione o l'abbattimento.  A ciò si aggiunge quanto disposto dalla legge 10/2013 che stabilisce: "salvo che il fatto costituisca reato, per  l'abbattimento o il danneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  5 mila a 100 mila euro". Inoltre, è applicabile l'articolo 635 del Codice penale che disciplina il reato di danneggiamento (pena dai sei mesi ai tre anni). L’unità operativa Orto Botanico e risorse naturalistiche si occupa, oltre delle piante monumentali, si occupa anche di altre deleghe trasferite dalla Regione: conservazione prati stabili e biotopi; rilascio di autorizzazioni per la raccolta di funghi e per la raccolta di flora di importanza comunitaria e regionale.

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