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Pordenone adotta con il verde chi ha svantaggi

I parchi San Valentino e Galvani sono protagonisti di due progetti che li renderanno accessibili a tutti

Pordenone adotta con il verde chi ha svantaggi

Nell’arco di una settimana, il Comune di Pordenone ha annunciato l’avvio di due progetti all’insegna dell’inclusione e della solidarietà. Protagonisti due parchi tra i più frequentati della città, San Valentino e Galvani, che si apprestano a diventare accessibili a tutti: disabili, normodotati, bambini e anziani.
Il primo, al quale si accederà, appunto, da via San Valentino, sarà un’area pari a 23mila metri quadrati, dove ogni spazio e struttura - dai giochi al laghetto, dai percorsi nel verde ai servizi igienici, dal punto ristoro all’ex cartiera (oggi sala matrimoni e sede di associazioni) diventano pienamente fruibili da chiunque.

“E’ un progetto d’integrazione reale – spiega il sindaco Alessandro Ciriani -, non solo di principio, nel parco più amato e frequentato dai pordenonesi. Ed è possibile grazie alla storica famiglia Locatelli che finanzia e dona a Pordenone il primo parco d’Italia totalmente inclusivo”.

Non è una semplice riqualificazione, ha spiegato la progettista Erica Gaiatto, “ma un progetto inclusivo rivolto a un’utenza ampliata, fondato sui principi dell’‘universal design’ per la totale partecipazione e condivisione degli spazi e degli oggetti. Valorizziamo quello che c’è senza inventarci nulla, ispirandoci ai valori dell’ambiente, dell’acqua, della storia di Pordenone”.

Tutti i giochi potranno essere utilizzati allo stesso momento da tutti e saranno accessibili a qualsiasi disabilità motoria e intellettiva, con soluzioni sensoriali anche per bambini ciechi o con limitazioni visive. L’area sarà composta da tre ambienti tra loro raccordati con zone per bimbi da 0 a 5 anni, da 10 a 12 anni, e una per compleanni e feste. Ci sarà persino un’area pensata per genitori e nonni. I tracciati nel verde esistenti saranno resi accessibili, addolcendo le pendenze e utilizzando pavimentazioni biocompatibili per eliminare le asperità. I percorsi saranno utilizzabili anche da persone in sedia a rotelle, cieche o ipovedenti.

I lavori cominceranno tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Così il nuovo parco sarà pronto orientativamente per la prossima estate.

Convivenza e integrazione devono essere gli obiettivi principali da raggiungere
Il parco Galvani è protagonista di un nuovo progetto sperimentale di inclusione sociale per trenta persone con disagio cognitivo.
L’amministrazione comunale ha infatti appena destinato all’Artsam, Onlus che si occupa di questi svantaggiati, parte dello stabile di parco Galvani che ospitava il bar, e molto prima la stalla, per organizzare laboratori musicali.

I destinatari del progetto saranno anche impegnati in piccoli e semplici lavori di manutenzione del parco, sempre seguiti dai loro tutor. A promuovere e portare in porto l’iniziativa sono stati il sindaco Alessandro Ciriani e l’assessore alle politiche sociali Eligio Grizzo.

“L’azienda sanitaria, che segue queste persone ci aveva chiesto uno spazio per le loro attività musicali a e artistiche – spiga Grizzo –. Noi gli abbiamo destinato il fabbricato annesso a Villa Galvani e abbiamo pensato a un più ampio progetto di inclusione sociale che prevedesse anche piccoli lavori manuali per il parco. Sarà un modello di integrazione e convivenza con la città.
“E’ forse la prima volta – conclude Ciriani - che uno spazio pubblico nel cuore di Pordenone, in centro, viene affidato a persone con svantaggio cognitivo. In tal modo la città non le lascia indietro, ma per così dire le ‘adotta’ e le integra nel suo tessuto con un progetto che salda vocazione sociale e animazione artistica e che contribuisce a rendere il parco un luogo attivo”.



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