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Porto vecchio: opere per 50 milioni di euro

Il progetto prevede il recupero di nuovi volumi edilizi degli storici magazzini

Porto vecchio: opere per 50 milioni di euro

E' stato siglato oggi a Trieste, tra Regione Friuli Venezia Giulia, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), Comune di Trieste e Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, l'accordo operativo per la realizzazione nel Porto vecchio di Trieste delle opere previste dal Piano stralcio "Cultura e Turismo" del Mibact, per le quali sono destinati 50 milioni di euro.

La riqualificazione dell'area del Porto vecchio, obiettivo di rilievo nazionale, avrà infatti avvio con la creazione di un grande attrattore culturale transfrontaliero. Il recupero di questi nuovi volumi edilizi degli storici magazzini avviene all'interno di un piano delle opere di urbanizzazione funzionale alla finalità culturale del progetto.

I lavori riguardano in primo luogo la realizzazione del Museo del mare, che avrà come sede gli edifici dei magazzini 24 e 25, il cui restauro e il successivo allestimento - di una superficie stimata attorno ai 10mila mq - prevedono un costo di 23 milioni di euro.

La seconda parte del finanziamento ministeriale - 10 milioni di euro - è destinata al trasferimento dell'International centre for genetic engineering and biotechnology (Icgeb) al magazzino 26, che nel 2011 è stato la sede della Biennale diffusa. La collocazione assorbirà circa 20mila mq dei totali 35mila disponibili.

C'è poi la linea di contributo (9 milioni di euro) riguardante le opere di infrastrutturazione urbana: quindi, rete elettrica, servizio idrico integrato (rete acqua e rete fognaria) e illuminazione pubblica.

Alla riqualificazione della viabilità per il collegamento del polo museale del Porto vecchio nella direzione del centro città e per la realizzazione di una rotatoria di regolazione dei flussi su viale Miramare sono destinati 5 milioni di euro.

Gli ultimi 3 milioni di euro, dei complessivi 50, vengono assegnati all'intervento per il recupero del pontone galleggiante Ursus. I lavori riguardano il restauro delle carpenterie metalliche e meccaniche, la revisione delle macchine e il funzionamento degli impianti, oltre alla collocazione di una piattaforma panoramica e di un ascensore.

Hanno partecipato alla cerimonia della firma, la presidente della Regione, Debora Serracchiani, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D'Agostino.

"Adesso, dopo l'accordo operativo di oggi che riguarda questi primi 50 milioni di euro erogati dal Ministero, intendo sottoporre al Comune e all'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale la proposta di costituire una società di scopo, che coinvolga anche le più importanti realtà economiche del territorio, al fine di attrarre investimenti internazionali, idee e competenze per il recupero e il rilancio dell'intera area di Porto vecchio" .

Lo ha detto la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, oggi a Trieste alla cerimonia della firma dell'Accordo operativo tra il Ministero dei Beni e della Attività culturali e del Turismo (Mibact), l'Amministrazione regionale, l'Authority dello scalo giuliano e il Comune di Trieste per la realizzazione delle opere previste nel Porto Vecchio rientranti nei 50 milioni di euro deliberati dal Cipe nel 2016: il Museo del mare, il trasferimento dell'International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (Icgeb), il restauro del pontone galleggiante Ursus e l'infrastrutturazione e la viabilità dell'area.

Nell'occasione la presidente, rimarcando il lavoro di squadra compiuto e ringraziando - assieme agli uffici della Regione e del Comune - il Mibact per l'essenziale collaborazione, di fronte al fatto compiuto ha rigettato al mittente le voci che in passato avevano messo in dubbio la concretezza del finanziamento.

Pur nelle difficoltà di un lavoro complesso, come ha sottolineato la presidente, "a livello di tempistica abbiamo confermato una certa velocità grazie alla quale adesso vengono definiti tempi (due anni per la progettazioni esecutive) e i ruoli dei vari soggetti", tra cui quello della Regione che, in qualità di beneficiario del contributo, sostanzialmente farà da cassa, mentre il Comune di Trieste e l'Autorità di sistema portuale svolgeranno il ruolo di soggetti attuatori.

Serracchiani ha poi ribadito che l'unicità a livello europeo dell'Ursus verrà finalmente valorizzata, facendo diventare il pontone galleggiante un simbolo della città di Trieste, grazie ai lavori che prevedono, oltre al carenaggio e alla musealizzazione della sala macchine, anche l'installazione sulla gru di un ascensore a scopo turistico.

Ha confermato l'uniformità di intenti anche il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D'Agostino, il quale ha rimarcato come tutte le istituzioni coinvolte stiano marciando nella stessa direzione. "La firma di oggi dimostra che i 50 milioni - ha poi affermato D'Agostino - c'erano, ci sono e ci saranno".

Infine il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha riconosciuto alla presidente Serracchiani "di aver fatto un grandissimo lavoro", e che, non essendoci alcun contrasto sui progetti e sulla visione complessiva dell'area, i tempi per il recupero del Porto vecchio manterranno un'importante celerità.

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