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Quattro Comuni del Medio Friuli a temperatura di fusione

Castions di Strada, Lestizza, Mortegliano e Talmassons hanno presentato oggi il progetto per fondersi dando vita a un ente da 17mila abianti

Quattro Comuni del Medio Friuli a temperatura di fusione

Costituire un solo grande Comune da 17mila abitanti, dando così a un ampio territorio la possibilità di eleggere i suoi rappresentanti e, soprattutto, fornire servizi efficienti e di qualità. Sono i principi ispiratori del progetto di fusione dei municipi di Mortegliano, Castions di Strada, Lestizza e Talmassons, presentato oggi a Udine nella Casa della contadinanza dai quattro sindaci dei Comuni coinvolti.
“Questo progetto di fusione non è una risposta all’avvento delle Unioni intercomunali e ha mosso i primi passi già qualche anno addietro - ha spiegato il sindaco di Mortegliano Alberto Comand – quando fu fondata l’associazione “Int Insieme” della quale facevano parte amministratori di tute e quattro le amministrazioni. Stiamo infatti parlando di un territorio con molte affinità sotto il profilo socio economico, dove è diffusa la percezione che sia importante creare una sola grande comunità che però sia governata dai rappresentanti eletti dai cittadini, andando così in direzione contraria a quanto sta avvenendo con la creazione delle Uti, totalmente prive di rappresentatività”.
“Si tratta di muovere i primi passi - ha confermato Piermauro Zanin, sindaco di Talmassons - forti della capacità di dialogo dimostrata da questo territorio, proponendo un progetto nuovo di aggregazione capace di dare vita al secondo Comune per popolazione residente dell’intera provincia. Servirà ovviamente del tempo perché si tratta di un processo basato sulla partecipazione della gente e non calato dall’alto che potrà contare su uno studio preliminare affidato all’Università di Udine per valutare nel dettaglio costi e benefici, individuando al contempo i modelli organizzativi più adatti”.
Uno degli elementi sottolineati ripetutamente durante la conferenza stampa è la necessità di procedere dando modo alla gente di esprimere il suo parere andando oltre i passi formali richiesti dalla fusione: “Si tratta di fare le cose per bene - ha ribadito Roberto Gorza, primo cittadino di Castions di Strada - e adottare i provvedimenti più adatti avendo ben chiaro il concetto che non si tratterà di calare le scelte dall’alto e che alla fine gli unici a decidere saranno i nostri cittadini”.
Che ci si trovi di fronte a un’iniziativa che ha poco a che fare con le logiche politiche lo ha ribadito chiaramente il sindaco di Lestizza: “Questo progetto - conferma Geremia Gomboso - non nasce semplicemente dall’idea dei quattro sindaci, ma dal fatto che molti cittadini sono consapevoli di vivere all’interno di un territorio omogeneo, dal punto di vista economico oltre che culturale, caratteristica spesso purtroppo sottostimata dalla Regione. Non a caso, nei nostri quattro Comuni si concentrano tali e tante aziende impegnate nel settore agricolo da farne un vero e proprio polo”.
Serviranno dunque almeno un paio d’anni, affinché il nuovo Comune prenda forma e cominci a lavorare. E chissà che allora, come ha auspicato Zanin, le Uti non si rivelino un ente del tutto inutile perché superato nei fatti proprio dalle fusioni tra i municipi.
L’annuncio dato dai quattro sindaci del Medio Friuli è stato commentato positivamente da Massimiliano Pozzo, segretario provinciale del Pd che però difende a spada tratta il progetto sulle Uti: “ Con piacere accolgo l’idea di maxi fusione nel Medio Friuli. Dalle parole dei sindaci sembra che il loro progetto di fusione sia contro la Regione. Perché mai? Ricordo che la spinta alle fusioni fa parte integrante di quella stessa legge perché gli obiettivi della Giunta regionale sono portare i Comuni a unirsi e favorire i processi di fusione. Da anni ci sono relazioni tra questi Comuni, ma perché fino a ieri nessuno ha parlato di fusione? La domanda è scontata? Bene allora che la legge Panontin abbia dato il là anche a queste neospinte alla fusione, pur in risposta alle Uti. Penso che dobbiamo tutti fermare questo scontro istituzionale e politico, tenendo fede a un principio fondamentale che dobbiamo salvaguardare e a cui dobbiamo ispirarci: il bene dei cittadini. Costruire le unioni è fare il bene dei cittadini. Allo stesso tempo le fusioni sono processi virtuosi che uniscono servizi e competenze, e possono produrre miglioramenti e risparmi. Anche in questo caso facciamo il bene dei cittadini”.

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