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Sacile-Maniago: ancora una giornata di passione per i pendolari

Tutti i treni della mattina hanno registrato pesantissimi disagi, denunciano i viaggiatori: due soppressioni (R24862 e R24867) e 4 ritardi fino a 75 minuti

Sacile-Maniago: ancora una giornata di passione per i pendolari

Altra giornata di passione per la linea Sacile-Maniago. Tutti i treni della mattina hanno registrato pesantissimi disagi - informano i pendolari -: due soppressioni (R24862 e R24867) e 4 ritardi fino a 75 minuti che hanno coinvolto i R24864, R24868, R24863 e R24869 a causa ancora di problemi all’infrastruttura e ai passaggi a livello. A denunciare l'ennesima giornata nera è il Comitato pendolari Alto Friuli in una nota.

"A Maniago gli utenti hanno atteso al freddo e senza informazioni il servizio bus sostitutivo per oltre 40 minuti - denunciano i viaggiatori -. Anche il Sindaco, Andrea Carli, riconosciuto da alcuni utenti, è stato vittima dei disagi, testando così di persona il servizio della sua 'Freccia delle Dolomiti Friulane'. Dopo la consegna della petizione con 759 firme e la pubblicazione dei risultati sul servizio nelle prime tre settimane (puntualità entro i 5 min. al 68,7% contro una media regionale del 95%), si è aperta la ricerca del capro espiatorio. L’Assessore regionale Santoro - che sottolineano i pendolari aveva tentato di giustificare l’ingiustificabile parlando di “periodo di rodaggio” – ora per smarcarsi dall’imbarazzo con una lettera ha puntato il dito contro Trenitalia e RFI.

"Ancora peggio il Sindaco di Maniago, Andrea Carli - si legge nella nota del Comitato pendolari Alto Friuli -, dichiarando alla stampa che “i problemi logistici sarebbero emersi anche se la sperimentazione fosse durata di più e la riapertura spostata in primavera”; affermazioni che evidenziano una responsabilità del primo cittadino, che pare fosse a conoscenza dei problemi e che nulla ha detto al riguardo, conscio che la riapertura era dettata solo da motivi elettorali. Un servizio pubblico, come quello ferroviario, non ammette né rodaggi, né sperimentazioni sulla pelle dei cittadini, che si sia trattata di un’apertura affrettata ormai sono i risultati a certificarlo. Dopo 5 anni di sospensione del servizio il periodo delle prove in linea è stato limitato ad appena tre giorni, i lavori nelle stazioni a Maniago ed Aviano si sono conclusi qualche ora prima dell’inaugurazione, mentre a Budoia la stazione è ancora un cantiere, senza pensare che dopo oltre 20 giorni le sale d’aspetto sono ancora chiuse e i Comuni (salvo Aviano) non hanno fatto nulla per ottenerne il comodato.

"Dopo la festa dell’inaugurazione - continua la nota -, i nodi sono arrivati al pettine e con loro le responsabilità, che vanno ricercate anche sul territorio, arrivato gravemente impreparato all’appuntamento. Il silenzio dei sindaci (salvo Sacile e Aviano) dopo 20 giorni di disagi è emblematico e per questo riteniamo gli Amministratori corresponsabili di ciò che sta succedendo: il Sindaco Carli in particolare, che per sviare l’attenzione dai veri problemi continua a fare proclami sulla stampa, proponendo megaprogetti da milioni di euro come la realizzazione del Terminal Studenti del Torricelli. Un intervento questo che metterebbe uno studio accurato, visto che la fermata – come per quella di SLiberale a Sacile – è posta tra due passaggi a livello e porrebbe ulteriori criticità e limitazioni alla circolazione fs legate ai tempi di chiusura degli attraversamenti".

"Avevamo fatto proposte concrete e avvisato in tempi non sospetti che si doveva arrivare preparati ed organizzati - sottolineano il Comitato pendolari Alto Friuli -, ora purtroppo a pagare l’inadeguatezza di certa politica sono come al solito i cittadini. Al contrario di altri non imputiamo però nessuna responsabilità ai ferrovieri, vittime come noi utenti di politici impreparati che pensavano di giocare con i trenini. Lunedì riprenderanno le lezioni e ci auguriamo che gli studenti e le loro famiglie non debbano pagare ancora sulla loro pelle le colpe di chi, coscientemente o in maniera irresponsabile, ha voluto a tutti i costi inaugurare la ferrovia solo per farsi bello sui giornali.
La ferrovia non ammette improvvisazione - conclude la nota del Comitato pendolari Alto Friuli -: si dovevano rispettare i termini previsti dal Protocollo d’Intesa Regione/Rfi del 22 novembre 2016, che prevedeva la riattivazione del servizio nel 2018, solo dopo la conclusione di tutti i lavori di adeguamento tecnologico della ferrovia".

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