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Sottufficiale ‘guardone’: spiava le soldatesse della caserma Lesa

Almeno 23 donne vittime sarebbero state riprese nella loro intimità. Il militare ora è a giudizio

Sottufficiale  ‘guardone’: spiava le soldatesse della caserma Lesa

Avrebbe spiato per mesi le soldatesse, con microcamere nascoste negli spogliatoi femminili. Per questo un maresciallo dell’Esercito, in servizio alla Caserma Lesa di Remanzacco, è stato citato in giudizio. Il ‘guardone’, un uomo di 53 anni, già trasferito in un’altra sede, avrebbe monitorato la vita intima del personale femminile, attraverso telecamere che riprendevano quanto accadeva negli spogliatoi e in alcuni alloggi delle soldatesse. Sono almeno 23 le vittime di queste pesanti attenzioni, delle quali erano del tutto inconsapevoli. E’ stato un superiore del sottoufficiale, infatti, a denunciare la condotta del maresciallo.

Oltre a queste pesanti accuse, il maresciallo deve rispondere anche di aver sottratto biancheria intima, dopo essersi introdotto clandestinamente nelle stanze di tre soldatesse. Secondo l'accusa, poi, il militare avrebbe messo mano anche a tablet, computer e smartphone delle vittime, sottraendo file personali.

L'Esercito conferma la massima collaborazione con gli organi inquirenti, perché venga accertata la verità dei fatti, e condanna ogni tipo di comportamento che violi i principi e i valori dell’etica militare. Il maresciallo dovrà presentarsi davanti ai giudici il 4 ottobre.

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