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Struttura snella e acque pubbliche, ma torna l’esame per la licenza

La Regione avrà un ruolo centrale perché si occuperà della gestione delle acque interne, in particolare attraverso l’approvazione del regolamento e del Piano di gestione

Struttura snella e acque pubbliche, ma torna l’esame per la licenza

Le linee di indirizzo indicate nella relazione depositata nei giorni scorsi in IV commissione sono molto chiare: si parte dallo sviluppo sostenibile dell’attività di pesca: in coerenza con la normativa comunitaria in materia di salvaguardia della biodiversità, con l’intento di perseguire finalità di tutela e incremento del patrimonio ittico, di conservazione degli ambienti acquatici e di sviluppo della ricettività turistica connessa alia pesca sportiva.
La Regione avrà un ruolo centrale perché l’Amministrazione regionale si occuperà della gestione delle acque interne, in particolare attraverso l’approvazione del regolamento e del Piano di gestione che costituirà il documento di indirizzo tecnico per le politiche regionali sulla gestione delle risorse ittiche nelle acque interne.  L’attuazione operativa dei servizi sarà garantita dal mantenimento in vita dell’Ente Tutela Pesca, per non disperdere le numerose esperienze positive acquisite e garantire un ruolo di riferimento unitario per il pubblico, procedendo tuttavia alla sua profonda riorganizzazione per snellire l’attuale strutturazione degli organi allo scopo di orientare l’attività operativa in modo funzionale alle strategie della Regione.

Ci sarà un organo consultivo per garantire la rappresentatività territoriale composto da rappresentanti delle associazioni di pesca, portatori di interesse, enti di ricerca e strutture amministrative aventi attinenza con la materia delle risorse ittiche e ambienti acquatici.
Sarà semplificato il sistema delle fonti della disciplina di dettaglio della pesca che sarà contenuta quasi interamente nel regolamento di attuazione previste dal disegno di legge; in particolare, la disciplina della pesca sportiva è semplificata rendendola più uniforme a livello territoriale.
Le acque restano pubbliche e saranno sempre gestite nel più ampio interesse pubblico, senza dunque il rilascio in concessione di tratti di corsi d’acqua ai privati per fini di pesca sportiva, mantenendo così in vita una peculiarità che distingue il Fvg rispetto alle altri regioni.
Infine, saranno revisionate le regole per l’ottenimento della licenza di pesca reintroducendo l’esame di abilitazione eliminato negli anni scorsi. E’ inoltre prevista la possibilità di svolgimento dei corsi di formazione tenui dalle associazioni sportive. Sarà però possibile la pesca occasionale senza licenza per periodi limitati dell’anno.

Resta il punto di domanda sui tempi della riforma e sulla possibilità che il provvedimento arrivi effettivamente in Consiglio regionale in tempo utile per essere discusso e votato. Dato che di riforma dell’Etp se ne parla fin dai tempi della Giunta Tondo, qualche dubbio è lecito, anche perché la scadenza della legislatura si sta avvicinando a passo spedito e l’attuale maggioranza, già impegnata su molti fronti, di tutto ha bisogno salvo che di dover fare i conti anche con le polemiche che immancabilmente sono destinate a riaccendersi. Anzi, i soliti bene informati ritengono che molti esponenti dello schieramento che sostiene l’esecutivo Serracchiani sarebbero più che sollevati se la patata bollente passasse nelle mani della prossima maggioranza. L’assessore regionale alla Caccia e alle risorse ittiche, Paolo Panontin, ha confermato che il testo è praticamente pronto e che ha fatto tesoro delle indicazioni raccolte durante gli incontri sul territorio, sopratutto se si parla di mantenimento in vita dell’etp e della presenza di un organo consultivo. Anzi, secondo l’assessore il Consiglio regionale potrebbe occuparsene il prossimo autunno approvando la nuova legge entro fine anno.

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