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Vigneti friulani colpiti dal gelo

L'evento, inatteso ed eccezionale, ha seriamente danneggiato molti filari

Vigneti friulani colpiti dal gelo

Freddo, ghiaccio e temperature sotto zero rischiano di mettere in ginocchio alcuni settori produttivi e legati alla stagionalità in Fvg. Le viti, in particolare, hanno risentito in modo pesante del brusco abbassamento di temperatura e i germogli danneggiati rischiano di mettere a rischio la produzione.

"Un evento così straordinario non si vedeva da oltre 40 anni", dice Giovanni Foffani, presidente di Confagricoltura Udine e viticoltore a Clauiano. "Stanotte, verso le ore 4-6, le temperature sono scese a -1/-2 °C provocando il gelo all’interno delle giovani foglie e dei germogli delle viti. Quando è spuntato il sole, chiaro e limpido, si è creato un “effetto lente” che ha letteralmente “lessato” la giovane vegetazione. Difficile, per ora quantificare il danno sull’annata vitivinicola, ma sarà di un certo rilievo. Bisognerà ora vedere come reagiranno le piante e se la vegetazione sarà in grado di recuperare le ferite causate da questo evento calamitoso. Tra le varietà più colpite ci sono, sicuramente, quelle precoci: Glera (Prosecco), Pinot grigio e Refosco. Purtroppo, pare che la gelata abbia interessato tutta l’area settentrionale della Penisola, con danni molto rilevanti in tante aree vitivinicole di pregio".

"Nella zona di Aquileia – conferma il presidente del Consorzio della Doc di tutela, Marco Rabino – i vitigni più colpiti sono il Glera e il Refosco. Risultano meno colpiti i vigneti vicino al mare dove la ventilazione è più presente. A mia memoria, un ritorno di freddo così dannoso, in queste aree, non si è mai verificato prima e, speriamo, la vegetazione riesca a reagire e a non penalizzare eccessivamente la produzione dell’annata".

"Anche nella zona bassa dei Colli Orientali del Friuli – segnala Tommaso De Pace Perusini, referente dei giovani di Confagricoltura Fvg e vignaiolo e Corno di Rosazzo -, la temperatura notturna è scesa a -1 °C. I nostri nuovi impianti sono stati molto colpiti dall’evento inatteso e, sicuramente, l’entrata in produzione di questi vigneti subirà un certo ritardo. Sulle are collinari, la temperatura si è mantenuta in positivo (+1, +1,5 °C) e, anche grazie alla maggiore ventilazione, si sono verificati danni più limitati. In ogni caso, le varietà più colpite sono quelle a bacca bianca", conferma.

"Sul Collio è successa la stessa cosa – aggiunge il vignaiolo Roberto Felluga -, le zone alte e ventilate hanno subito meno danni rispetto a quelle di fondovalle anche perché la temperatura non è scesa sotto lo 0. Le varietà più colpite sono quelle precoci: Chardonnay e Pinot grigio, in primis".

"Probabilmente la normativa vigente non consentirà la dichiarazione di calamità naturale per dare un ristoro economico ai produttori – conclude Foffani -, ma l’evento verificatosi nella notte è talmente straordinario, geograficamente diffuso e interessante diverse coltivazioni che gli amministratori pubblici dovrebbero almeno fare qualche tentativo di intervento urgente".

Nelle foto, alcuni campi danneggiati e i vigneti Venica, dove dalle 4 del mattino staff e titolari hanno acceso fuochi tra le viti per cercare di mitigare l'effetto della gelata

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