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"Semo una carne sola", a Grado la personale di Maran

Il 25 maggio l'inaugurazione della mostra che l'artista Gianni Maran ha voluto dedicare a Biagio Marin

Il 25 maggio alle ore 18.30, nelle sale espositive della Casa della musica del Comune di Grado s’inaugura la personale dell’artista Gianni Maran dal titolo ‘Semo una carne sola’ dedicata al grande poeta gradese Biagio Marin. L’esposizione del pittore approda nella sua Grado, luogo dove nasce artisticamente. Il primo vernissage il 16 marzo 2017 si è tenuto a Roma, nella sede di rappresentanza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, in Piazza Colonna e nel novembre scorso, successivamente la mostra è stata esposta nella sede della Regione a Bruxelles in Rue de Commerce.

La mostra, reduce da un ottimo successo sia di pubblico che di critica, porta con sé tutte le poetiche e le caratteristiche oniriche dell’Isola d’Oro, che ne è la protagonista incontrastata con la grande espressione poetica di Biagio Marin e le storie raccontate su tela da Maran. Uno dei perni generatori della riflessione di Gianni Maran è il pesce, creatura capace di esprimere il carico simbologico che la cultura di tutti i tempi le attribuisce. L’artista lo concepisce non solo come una porzione di natura che fluttua nell’acqua, ma come un involucro seducente di significati che corrispondono alle condizioni dell’uomo sulla terra. Per Gianni Maran l’Adriatico è potenza delle correnti, forza dell’acqua, brulicare di vite nella fluidità della sua sostanza, carico di mistero che racchiude anche per l’uomo di oggi. Tutti temi, questi, che emergono mirabilmente nella sua pittura. Le sue opere sono infatti finestre aperte sugli abissi mediterranei, dove l’occhio dell’artista vede scorrere pesci che disegnano teorie ed evoluzioni geometriche, nelle quali sono “nascosti” racconti popolari e mitologie personali.

Nelle sale espositive della Casa della Musica si assisterà ad un allestimento dove lo spettatore può interagire con l’arte figurativa e la poesia che diventa anch’essa elemento dominante armonizzandosi con l’impianto espositivo. È un percorso dove le positività dell’esistenza mettono in sordina le inquietudini della contemporaneità, pur vissute a pieno con una sensibilità pronta ad ascoltare i battiti più segreti della storia attuale. Maran da sempre estimatore del poeta, con questa mostra “scrive” un ipotetico diario, ma non vuole mai essere un percorso illustrativo per accompagnare la poesia di Marin, ma ben sì una rispettosa dedica a colui il quale più di tutti ha influenzato il suo percorso creativo. 

Le poesie di Marin scelte da Maran per questa mostra, godono della traduzione dal gradese all’inglese affidata da Biagio Marin nel 1981 a Gerald Parks, poeta americano che tradusse la sua raccolta, ‘L’isola’ (The Island) edita da Del Bianco, con la quale il Poeta gradese fu proposto al Nobel per la letteratura l’anno successivo.

L’evento è organizzato dall’associazione culturale ‘Grado 900’ e gode del patrocinio del Comune di Grado, della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e del Centro Studi Biagio Marin. La cura della mostra è affidata al critico d’arte Prof. Enzo Santese e il CSBM ha contribuito dando la propria consulenza analitica nella figura della sua Presidente la Prof.ssa Edda Serra. In questa occasione l’artista vuole fare una dedica particolare al Prof. Aldo Marocco, artista dell’isola tragicamente scomparso qualche mese fa e che per Maran è stato sempre il più alto punto di riferimento nel panorama artistico dell’isola con la sua grandissima cultura, legata indissolubilmente a Grado. Di lui Maran ha sempre apprezzato ogni insegnamento artistico e umano.’assessore alla Cultura Sara Polo: “Gianni Maran con questa mostra ha dato lustro a Grado e al suo Poeta, esportando il nostro nome prima a Roma e poi a Bruxelles. Sarebbe stato un sacrilegio non esporre queste opere a casa nostra”

 

La mostra rimarrà aperta fino al 24 giugno con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, 18.30 - 22.00, sabato e domenica dalle 10.30 alle 13.00, 18.30 - 22.00.

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