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Ernest Hemingway rivive a Lignano

Successo per l’edizione 2017 del premio, tra false speranze, dono dei genitori e valore dell’identità

Da 33 anni a Lignano, Ernest Hemingway rivive, attraverso i grandi protagonisti del nostro tempo, grazie al Premio dedicatogli che “ha il grande merito di coltivare la memoria tramite la contemporaneità”. Queste le parole con le quali Elsa di Gati, giornalista, ha aperto la cerimonia per la consegna del Premio Hemingway 2017. Parole condivise anche dal presidente della Giuria, lo scrittore Alberto Garlini, che ha aggiunto come, con la manifestazione, si proponga “un racconto della realtà il più vicino possibile a ciò che ci accade sicchè alcune cose che sembrano insensate, ascoltando alcuni pensieri possano alla fine diventare sensate”.

Garlini ha anche spiegato la struttura del premio che è suddiviso in quattro sezioni, ciascuna a rappresentare una specifica peculiarità dello scrittore al quale è dedicato. Quindi: “Testimone del nostro tempo” perché Hemingway è stato un uomo che ha visto le cose, pensiamo alle guerre, sempre in prima persona; “Avventura del pensiero” perché ha sempre partecipato alle controversie del suo tempo; “Fotografia” perché è un’icona del ‘900 come Marylin Monroe e James Dean e, infine, ovviamente per la “Letteratura”, essendo stato un grande scrittore, anche premio Nobel nel 1954.

Oltre al presidente, la giuria era formata da Gian Mario Villalta poeta e direttore artistico di PordenoneLegge, Pier Luigi Cappello poeta, Italo Zannier storico e fotografo, Luca Fanotto sindaco di Lignano e avvocato. La cerimonia si è svolta in un Cinecity gremito di ospiti tra cui l’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti e l’assessore per le attività produttive Sergio Bolzonello. Quest’ultimo sul palco ha affermato che “Per fare impresa è necessario un territorio culturalmente molto preparato e questa Regione ha bisogno di tenere molto alto il dialogo, le relazioni e le letture dei percorsi; solo questo, oggi, permette di avere grandi imprese. Oggi tutta l’innovazione arriva tramite la lettura dei linguaggi”.

Andiamo all’essenza della manifestazione. Quest’anno il Premio è andato all’italiano Massimo Recalcati, psicoanalista, per la sezione “Testimone del nostro tempo”, che sul palco ha confessato di essere stato bocciato due volte, di cui una alle elementari, e oggi lo vediamo, invece, a consegnarci una rilettura del rapporto padre e figlio. Lo psicoanalista ha ricordato che il dono più grande che ogni genitore può offrire ai propri figli è quello della libertà; deve saperli lasciar andare e amarli nonostante la loro indecifrabilità, perchè “l’amore non è empatico, non si fonda sulla comprensione reciproca, sulla condivisione ma è rispetto per il segreto assoluto dell’altro, l’amore si fonda sulla lontananza della differenza, sull’incondivisibile".

Per la sezione “Letteratura” il Premio è andato a Zadie Smith, giovane scrittrice inglese di origini jamaicane, autrice di “Denti bianchi” che, qualche anno fa, è stato un grande caso letterario. A Lignano si è presentata con un altro libro che sta suscitato grande interesse, “Swing Time”. La scrittrice negli incontri col pubblico ha voluto sottolineare l’importanza di conoscere la propria storia per poter trovare la propria identità, ribadendo che questa è definita dalle cose che ci capitano e non dagli oggetti che indossiamo. Ha anche raccontato di come il tempo sia stato sempre al centro della sua attenzione e di come abbia trovato nella scrittura un modo per combatterlo. “A 85 anni - ha detto - magari sarò ingrassata, invecchiata, ma forse sarò una scrittrice migliore di oggi: la scrittura non ha scadenza”. Come Recalcati, anche la Smith non crede nell’empatia e afferma “per cambiare le cose ci vuole di più”.

Il Premio per la sezione dedicata alla Fotografia è andato a Nino Migliori, classe 1926, che ha radicato nella sperimentazione la sua forza creativa. Il fotografo non si è fatto sfuggire l’occasione di rivendicare la forza della sua arte affermando che tramite essa "è possibile raccontare stati d’animo in modo universale senza bisogno di traduzione" e ha suggerito ai giovani di non usare la fotografia per documentare bensì per esprimere concetti e raccontare stati d’animo.

Premiato, invece, per l’Avventura del Pensiero Slavoj Žižek, il filosofo sloveno, che vanta un ampio seguito tra i giovani, ha, infatti, una grande capacità di calamitare a sè l’attenzione coinvolgendo e riuscendo a veicolare concetti in modo chiaro ed efficace. Una considerazione che il filosofo ha ribadito sia durante gli incontri sia nella cerimonia finale è che "se vogliamo cambiare veramente le cose, dobbiamo disfarci dalle false speranze che ci portano soltanto a false soluzioni. E’ giunto il momento", ha detto, "di fare un passo indietro; oggi è necessario tornare a riflettere e a studiare, tutti, anche i filosofi". Per essere più chiaro, come è nel suo stile, ha raccontato una barzelletta che aveva per personaggi Marx, Hegel e Lenin.

Il Premio Hemingway 2017 si è dimostrato una manifestazione coinvolgente e illuminante, con straordinari interpreti che hanno dato una lettura chiara del presente e indicato gli strumenti per affrontare il futuro. A ciascuno di noi la forza di usarli.

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