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Il medico-filantropo del campo di Gonars

La mostra ‘1942-43: la Storia che ci ri-guarda’ è dedicata a Mario Cordaro

Il medico-filantropo del campo di Gonars

Nato a Giardini Naxos nel 1910, dopo gli studi in medicina a Catania, Mario Cordaro si perfeziona in ematologia prima a Catania, quindi a Praga (1938-1941). Richiamato in Italia alle armi, viene destinato a Gonars, dove resta fino al momento dell’Armistizio, l’8 settembre 1943. Si ferma in Friuli: prima a Cividale, quindi a Udine dove, nel 1973, in collaborazione con la figlia Dagmar Maria Cordaro e il genero Antonio Rampino, fonda l’Istituto diagnostico Friuli Coram, dove è attivo fino alla morte, nel 1994.

A questa figura speciale di medico-filantropo è dedicata la mostra ‘1942-43: la Storia che ci ri-guarda’, curata da Monica Emmanuelli e Paola Bristot e sottotitolata ‘Il dottor Mario Cordaro e gli artisti sloveni e croati nel campo di concentramento di Gonars’, sarà ospitata fino al 28 ottobre a Palazzo Morpurgo, a Udine. L’esposizione si concentra sulla figura di una personalità esemplare, che ha avuto un ruolo nevralgico durante il suo servizio come medico e interprete nel Campo di internamento di Gonars (1941-42). Durante questo periodo, riuscì a costruire un rapporto di fiducia e stima reciproca con gli internati, in particolare con gli artisti, cui forniva i materiali per consentire il proseguimento della loro attività e trovare la forza di sopravvivere in quella drammatica situazione.

La collaborazione lo spinse a dare ai prigionieri ruoli di coordinamento o di infermiere e aiutante, facilitando le comunicazioni interpersonali. Le memorie di quegli anni sono già state pubblicate nel libro ‘Album. 1942-43’ (Viva Comix, Gaspari). La  mostra espone la collezione di disegni e opere pittoriche che il dottor Cordaro raccolse nel campo di internamento di Gonars, ma anche in seguito, mantenendo i contatti con alcuni degli artisti prigionieri. Tra questi, lo scultore Nikolaj Pirnat che, in segno di riconoscimento, realizzò un busto ora in mostra al Museo di storia contemporanea della Slovenia a Ljubljana, e del quale a Udine sarà esposta una copia in bronzo dalla collezione della famiglia, assieme a fotografie, lettere, documenti d’archivio e gli strumenti clinici.

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