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Joze Pirjevec ospite a Turriaco per il giorno del Ricordo

Appuntamento mercoledì 21 alle 18 con 'Foibe, una storia d'Italia'

Joze Pirjevec ospite a Turriaco per il giorno del Ricordo

L’appuntamento è per mercoledì 21 febbraio in sala consiliare a Turriaco con la complessa vicenda del confine orientale, in particolare sulla tematica delle Foibe. Ospite dell’amministrazione comunale, che ha organizzato l’incontro con inizio alle 18, sarà il professor Joze Pirjevec, storico e professore di origini slovene ma cresciuto a Trieste, che nel suo libro ‘Foibe, una storia d’Italia’ racconta da un altro punto di vista questo tragico capitolo della storia del Litorale.

“Il crollo dell'Italia nel settembre 1943 e quello del Terzo Reich nel maggio 1945 ebbero nella Venezia Giulia contraccolpi ben diversi dal resto del Paese” racconta Pirjevec. “In questa regione mistilingue, oggetto di contesa dal 1848 da parte delle etnie conviventi, si verificò un drammatico capovolgimento dei ruoli: i padroni di lingua italiana, che dopo l'8 settembre avevano collaborato con i tedeschi per salvare il salvabile, si trovarono fra i vinti. Gli s'ciavi, come erano detti con spregio gli sloveni e i croati, erano i vincitori. Per di più comunisti. In questa situazione colma di tensioni etniche, sociali e ideologiche si scatenò una violenta resa dei conti con deportazioni ed esecuzioni sommarie di nemici veri o presunti, molto sbrigativamente sepolti nelle voragini carsiche dette ‘foibe’”.

Un'indagine condotta con inedito rigore da Pirjevec negli archivi italiani, croati, sloveni, statunitensi, britannici e russi. “Il sanguinoso capitolo delle foibe, legato alla fine della seconda guerra mondiale, che vide ‘regolamenti di conti’ dappertutto in Europa dove s'era manifestata una qualche Resistenza, sarebbe stato da tempo relegato nei libri di storia come una delle vicende minori di quella mattanza mondiale che pretese cinquanta milioni di vite umane” prosegue Pirjevec. “Dato però che si colloca in una realtà mistilingue in cui le opposte idee sulle frontiere ‘giuste’ sono state a lungo in conflitto tra loro, esso è ancor vivo nella memoria collettiva dell’area giuliana e ancora sfruttabile a fini politici interni e internazionali. Sebbene il contenzioso sulle frontiere sia stato risolto attraverso un lungo e articolato processo diplomatico, esso non si è ancora risolto nelle menti e nei cuori delle popolazioni interessate. È stato anzi rinfocolato dalla crisi della Jugoslavia negli anni Ottanta e dal suo successivo sfacelo, con l'emergere dalle sue rovine di nuove realtà statali, la Repubblica di Slovenia e quella di Croazia soprattutto. Il contemporaneo crollo del Muro di Berlino e i suoi contraccolpi sulla politica interna italiana, con la scomparsa dei vecchi partiti e l'emergere di nuovi, provocò nella Penisola una crisi d'identità e di coesione nazionale, alla quale le forze di destra e quelle di sinistra pensarono di rispondere facendo ricorso allo strumento piú ovvio e tradizionale: quello del nazionalismo. La vicenda delle ‘foibe’ si prestava perfettamente allo scopo ed è stata sfruttata appieno” conclude Pirjevec. “Da problema tipico delle aree piuttosto limitate situate sulla frontiera orientale, essa divenne a partire dagli anni Novanta una questione nazionale grazie a un'azione propagandistica d'indubbia abilità ed efficacia”.

"L'aspetto interessante”, sottolineano il sindaco Enrico Bullian e l'assessore alla cultura Carla De Faveri, “è che la questione delle foibe sarà affrontata attraverso il punto di vista di uno storico di origine slovena Joze Pirjevec, dell'Università del Litorale di Capodistria, che in passato aveva operato anche presso l'Università di Trieste, che parla correntemente lo sloveno, l’italiano, il serbocroato, l’inglese, il russo, il tedesco e il francese e ha lavorato sui rispettivi archivi”.

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