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La missione segreta di Leonardo

La Regione Fvg finanzia progetti culturali ‘a tema’ nei 500 anni dalla morte del genio da Vinci, che nel 1500 fu a Gradisca d’Isonzo per progettare difese contro i turchi

La missione segreta di Leonardo

Il suo nome è il simbolo stesso del Rinascimento, di cui ha incarnato lo spirito. Per qualcuno è, semplicemente, il più grande genio vissuto sulla Terra e forse l’unico uomo in grado di essere artista e ingegnere, architetto, scienziato, progettista, inventore, ma anche trattatista, anatomista... Leonardo da Vinci morì il 2 maggio 1519 a 67 anni, lasciando un’eredità unica e, come spesso accade ai geni, dubbi sulla vera identità: tra le ipotesi ‘complottiste’, si ventilano addirittura contatti con gli alieni!

A 500 anni dalla morte, la Regione Fvg ha deciso di finanziare progetti a tema dedicati a un uomo sempre in anticipo sui suoi tempi, cui sono state attribuite – spesso a torto – anche invenzioni mai realizzate. Quel che è certo è che nel 1500 Leonardo fu in regione, a Gradisca d’Isonzo - dove nel 1479 era stata eretta da Venezia una cittadella fortificata -, chiamato a realizzare difese sull’Isonzo per contrastare gli assalti dei turchi.

Nel 1499, le ostilità tra Venezia e i turchi erano riprese e le avanzate degli eserciti nemici - decine di migliaia di ottomani pronti a lanciarsi sui villaggi friulani fino al Tagliamento – mette in apprensione il Senato veneto. A peggiorare la situazione,  l’intenzione dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo di estendere i suoi domini verso la terraferma veneta, aumentando il pericolo di invasione sul confine orientale, e la morte nell’aprile 1500 dell’ultimo conte di Gorizia, i cui possedimenti passano agli Asburgo, portando il confine dell’Impero a ridosso della Repubblica e creando uno stato di tensione permanente.

La scarsità delle notizie pare indicare che Leonardo Da Vinci sia stato impegnato in una specie di ‘missione segreta’… A Venezia, esule da Milano, è interpellato per valutare le fortificazioni costruite sul fiume. Nel foglio 638° V del Codice Atlantico, conservato alla biblioteca Ambrosiana di Milano e noto come Memorandum Ligny, una pagina più volte ripiegata (e forse nascosta), con frammento mancante, presenta due abbozzi di lettere di suo pugno. Riguardano gli studi per difendere il Friuli dagli assalti dei turchi: difese da costruire sul fiume. “Illustrissimi signori, avendo io esaminato la qualità del fiume l’Isonzio…”: è la prova di un’ispezione condotta di persona.

Un testo successivo prova che Leonardo avrebbe proposto un sistema per il trasporto delle artiglierie studiato per Gradisca: “Bombarde da Lion a Vinegia col modo ch’io detti a Gradisca in Frigoli e in Ovinhie”. Prima di discutere di possibili sbarramenti, però, Da Vinci aveva capito che la linea era proprio il fiume. In un passo del Codice, il genio giunge però alla conclusione che è difficile creare ripari sull’lsonzo “che alfine non sieno ruinati e disfatti dalle inondazioni” e propone una diga mobile che consentisse di allagare la zona per impedire il passaggio degli eserciti.

Il progetto, troppo complesso e costoso, viene abbandonato. Nell’aprile 1500, Leonardo è a Firenze e la sua ‘missione segreta’ in Friuli è terminata, ma alcuni suoi accorgimenti bellici vengono poi adottati da Cesare Borgia. Di lì a breve, scoppia la guerra tra Venezia e Massimiliano. Attaccata nel 1511, Gradisca è persa e in laguna si comincia a pensare a una città-fortezza nella pianura friulana: Palmanova. A confermare la presenza di Leonardo in Friuli è anche Giovanni Comisso, nel suo ‘Viaggio in Carnia’ ristampato dalla Biblioteca dell’Immagine, in cui ipotizza addirittura che “dovendo studiare il corso (...) del Tagliamento, non è improbabile che sia risalito fino alla Carnia” e che il paesaggio desolato da lui osservato “sia quello stesso rappresentato nello sfondo della Gioconda e della Vergine delle Rocce”.

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