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Sigillo del Comune di Udine a Luciano Provini

Oggi la cerimonia di consegna a Palazzo D’Aronco al decano dei giornalisti udinesi

Sigillo del Comune di Udine a Luciano Provini

Il Comune di Udine ha conferito oggi, nel Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco, l’onorificienza del sigillo della città di Udine “all’illustre udinese e decano dell’ordine dei giornalisti, il dottor Luciano Provini”. Intervenuti alla consegna, il sindaco Pietro Fontanini, l’assessore alla cultura Fabrizio Cigolot, i colleghi Pierpaolo Cautero e Paolo Medeossi di fronte a decine di colleghi seduti in sala.

Provini è nato a Udine il 15 agosto 1928 nel cuore della sua città, via Mercatovecchio. Il padre Giorgio è stato uno dei capostipiti del giornalismo friulano (caporedattore sia al “Gazzettino” sia al “Messaggero Veneto”). Frequentando la redazione nella quale egli lavorava, ha ereditato sin da ragazzo la passione per il giornalismo applicandosi inizialmente ai ruoli di cronista e impaginatore tipografico. Studente liceale allo “Stellini” e laureatosi in legge all’Università degli Studi di Trieste nel 1951, dopo una breve esperienza quale procuratore legale nel 1954, è entrato per concorso pubblico nell’Istituto nazionale della previdenza sociale. Grazie a stage presso la Commissione sociale della Comunità Economica Europea e alla Landesversicherungsanstalt Schwaben, si è specializzato nelle prestazioni previdenziali in regime di convenzione internazionale. Ha così avuto modo di organizzare la prima Consulta per l’emigrazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Dal 1950 iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti, ha costantemente continuato a dedicarsi al giornalismo. È stato a capo della prima redazione di Udine del quotidiano “Il Piccolo” e fondatore, all’inizio degli anni Cinquanta, del settimanale sportivo “La Zebretta”. Resta lungo l’elenco delle testate con cui ha collaborato in quasi settant’anni di attività: spiccano al riguardo quelle con “La Stampa” di Torino e “Il Gazzettino” con il quale ha continuato sino a qualche anno fa. Senza scordare i periodici “Il Punto” e “Friuli nel mondo” curando la rubrica di corrispondenza con il “Fogolars furlans” all’estero.

Notevole, poi, l’impegno di scrittore risultando autore di libri come Udinese 50 anni (1950) dedicato al primo mezzo secolo di storia della società calcistica bianconera seguito da Udinese story (1977), Otto città nel pallone (1990), Arturo Malignani (1992), Friuli nel pallone (1996), Alfredo Foni (2000), I ragazzi del Brunetta (2000) incentrato sulla storia dell’oratorio della parrocchia cittadina del Redentore, Il trionfo dell’atletica sull’atletica leggera friulana (2002), Il Friuli dei colonnelli (2005) trattando anni prima, durante e subito dopo la seconda guerra mondiale e infine La mia vita a Udine (2011), omaggio alla sua città in cui ha sempre vissuto. Dal 1983 al 1996 ha retto l’Ufficio-stampa della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Udine organizzando la campagna pubblicitaria in Italia e all’estero per il marchio “Made in Friuli”. Attualmente è l’appartenente alla “categoria pubblicisti” di maggiore anzianità di iscrizione all’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

Proprio sulla base del ricchissimo curriculum di una figura che tanto ha dato al Friuli e alla sua città, si propone che questa Amministrazione assegni al dott. Luciano Provini il Sigillo della Città, quale civica onorificenza per una vita di impegno e applicazione nel campo dello sport e del giornalismo, riferimento per tutte le giovani generazioni che intendono avvicinarsi a questo avvincente e strategico ambito professionale.

Il sindaco Pietro Fontanini, nel consegnare lo stemma della città, ha ricordato come “il Comune non poteva non rendere omaggio al nostro illustre concittadino e, anzi, avrebbe dovuto farlo prima. Sono orgoglioso che sia stata questa amministrazione a porre rimedio a questo ritardo”.

L’assessore Cigolot, dopo avere ripercorso le tappe personali e professionali della vita di Provini, ha posto l’accento sulla quella che è stata definita come la sua “udinesità, la sua capacità di interpretare e raccontare l’anima profonda di Udine non solo ai suoi stessi abitanti ma anche ai tantissimi udinesi e friulani emigrati per lavoro ma ancora legati alla città”.

Cautero e Medeossi hanno invece ricordato aneddoti di episodi accumulati in anni trascorsi da colleghi e da amici, riconoscendo al dottor Provini un debito non solo umano, per la sua passione e generosità con cui ha lavorato e saputo raccontare Udine, ma anche professionale, al punto da considerarlo un vero e proprio maestro del giornalismo non solo friulano ma nazionale. Hanno infine concluso con l’auspicio che le opere di Provini, da tempo introvabili, possano trovare rapidamente un editore pronto a ristamparle, “di modo che i giovani possano conoscere questo grande udinese”.

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