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Anche nelle Coop resistono le differenze di genere

Il ‘soffitto di cristallo’ per le donne esiste anche nel mondo cooperativo. Il progetto Coo-Genya ha studiato il problema

Anche nelle Coop resistono le differenze di genere

Il ‘soffitto di cristallo’ per le donne esiste anche nel mondo cooperativo. È la sostanza che ha certificato il progetto Coo-Genya pensato e organizzato da Legacoop Fvg in partnership con Itaca, Cosm e Idealservice, in collaborazione con la cooperativa Cramars e con il sostegno della Regione per promuovere un percorso di sensibilizzazione sulla parità di genere nel mondo cooperativo.

I risultati sono stati presentati oggi a Udine in occasione dell’ultimo workshop formativo sul tema che ha caratterizzato il progetto, insieme alla ricerca sulle ‘differenze di genere nelle cooperative’ che è stata curata da Ires Fvg. Le coop monitorate sono state 31 e i dati raccolti, si legge nelle conclusioni dell’indagine, fotografano “un sistema in cui prevalgono dal punto di vista numerico i presidenti e i dirigenti maschi e anche nelle funzioni direttive o di responsabilità di funzione prevalgono gli uomini”.

Le donne, invece, sono “numerose” nei consigli di amministrazione e questo aspetto, secondo i ricercatori che hanno curato il lavoro, “rappresenta sicuramente un dato positivo, ma non si è ancora raggiunta completamente la parità”. Inoltre, è “fortemente femminilizzato sia il ruolo di vicepresidente, sia quello di responsabile di coordinamento”.

Il contesto cooperativo, evidenziano comunque le conclusioni, “si presenta più favorevole rispetto ad altre tipologie d’impresa”, ma si “rivela ancora utile la possibilità di valorizzare fino in fondo la componente femminile”. Come? “Ci sono interventi che non costano e che si possono attuare subito”, hanno spiegato Federica Visentin, responsabile Relazioni industriali di Legacoop, e Stefania Marcoccio, vicepresidente di Cramars. Per esempio, “alcune forme di flessibilità nella distribuzione dell’orario di lavoro”. Per altro, alcune pratiche esistono già, “ma non sono strutturate”, ha aggiunto Marcoccio, che ha evidenziato anche l’importanza di attivare “alcune leve, come il welfare di secondo livello e pratiche volte al benessere del lavoratore nell’impresa. Tutti interventi che, è ormai dimostrato in modo serio, hanno effetti economici positivi nel medio periodo”.

Tra le criticità emerse, “le regole del gioco” che determinano le progressioni di carriera, le quali “non sono conosciute o appartengono a sistemi valoriali e culturali maschili”. Alla domanda se le retribuzioni di uomini e donne sono uguali nella cooperativa il 61,3% ha risposto “molto”, mentre il 3,2% “per niente”.

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