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Comelli 'padre' dell'agricoltura moderna

Ricordato il ruolo che ebbe il politico friulano diventato poi il "presidente della ricostruzione"

Comelli 'padre' dell'agricoltura moderna

Il ricordo del presidente della Regione Antonio Comelli, scomparso vent’anni fa, è legato soprattutto al terremoto e alla ricostruzione, ma la sua esperienza politica lo aveva portato prima ancora a essere il protagonista politico di una rivoluzione agricola che nel dopoguerra portò il settore nella modernità. La Società filologica friulana ha voluto ricordarlo con un incontro nella scuola agraria Sabbatini di Pozzuolo durante il quale chi lo ha conosciuto ne ha portato la testimonianza e chi oggi rappresenta il sistema imprenditoriale ne ha analizzato l’insegnamento.

Come hanno sottolineato i relatori, dal presidente della Filologica Federico Vicario al vicepresidente della Fondazione Friuli Flavio Pressacco a Lionello d’Agostini -  è stata un’occasione che non ha voluto essere mera commemorazione celebrativa, bensì spunto di ragionamento da affidare alle giovani generazioni che si affacciano per la propria carriera professionale proprio all’agricoltura.
Comelli, figlio di contadini di Nimis, da amministratore pubblico fu impegnato nel settore quale assessore provinciale dalla fine degli Anni ’50. Ma è il lungo impegno quale assessore regionale che determinò l’evoluzione dell’agricoltura friulana verso un modello che ne segna ancora oggi la fisionomia. E su presente e futuro hanno discusso alla tavola rotonda finale Dario Ermacora di Coldiretti, Claudio Cressati di Confagricoltura e Ennio Benedetti della Cia.

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