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Export primo semestre: le variazioni della cantieristica portano il Fvg al -1%

Dinamica positiva verso Germania e Francia, in calo su Russia e Cina

Export primo semestre: le variazioni della cantieristica portano il Fvg al -1%

Nel primo semestre del 2017 il Friuli Venezia Giulia è una delle poche regioni italiane che registrano una diminuzione delle esportazioni, seppure molto contenuta (-1%). Le altre tre che evidenziano un bilancio negativo sono Marche (-1,2%), Basilicata (-10,1%) e Molise (-39,8%). Il risultato complessivo delle regioni del Nordest è una crescita pari a +5,6%, a livello nazionale l’incremento è dell’8%. La sintesi è di Alessandro Russo, ricercatore Ires Fvg, sulla base di dati Istat.
Il valore delle esportazioni del Fvg, pari a oltre 7 miliardi, si è mantenuto comunque elevato nella prima parte del 2017. Sempre nel primo semestre le importazioni della nostra regione sono aumentate del 18% su base tendenziale, sfiorando i 4 miliardi. Il saldo della bilancia commerciale è pertanto decisamente diminuito rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, passando da 3,8 a 3,1 miliardi di euro.
Il risultato del Fvg è stato condizionato dall’andamento della cantieristica navale, che presenta una diminuzione dell’export pari a -37,5%. Non si tratta però di un segnale di crisi, ma della variabilità caratteristica di un comparto produttivo che, come è noto, si basa su grandi commesse e lunghi cicli produttivi. Se si escludono le vendite di navi e imbarcazioni la dinamica dell’export regionale nella prima parte di quest’anno in realtà risulta perfettamente in linea con l’incremento nazionale (+8%). A livello territoriale solo Trieste presenta una variazione negativa, determinata appunto dalla cantieristica navale (bisogna considerare che Fincantieri ha sede in entrambe le province della Venezia Giulia). Interessante sottolineare i risultati positivi delle province di Udine (+8,8%) e Pordenone (+7,4%), dopo un 2016 che si è chiuso con il segno negativo. La prima grazie all’incremento delle vendite di prodotti della siderurgia (+224 milioni di euro), la seconda ha beneficiato delle esportazioni di mobili (+51 milioni). Anche la provincia di Gorizia presenta un aumento (+6,1%); in questo caso la crescita più consistente riguarda gli apparecchi elettrici (+31 milioni di euro).
Tornando alla dimensione regionale si può anche sottolineare che, tra i settori più importanti, si rileva una diminuzione delle vendite di macchinari e apparecchiature (-6,4%, pari in valore assoluto a -103 milioni di euro); al contrario prosegue la fase positiva dell’industria alimentare (+7,9% e 26,5 milioni di euro in più).
In merito alle destinazioni geografiche dell’export delle imprese regionali si osserva una netta contrazione del valore delle vendite negli Stati Uniti, connessa essenzialmente al comparto delle navi e imbarcazioni (-24,9% che si traduce in un decremento di 418,5 milioni di euro rispetto al primo semestre 2016). Favorevole invece l’andamento negli altri due principali mercati di sbocco dell’economia regionale, ossia Germania (+11,2%) e Francia (+5,4%). Altri aumenti significativi si rilevano nei flussi commerciali diretti verso due paesi confinanti come l’Austria (+19,6%) e la Slovenia (+19,3%), ma anche verso Polonia (+16,9%) e Ungheria (+21,2%). Nel complesso le vendite nel mercato dell’Unione Europea sono cresciute dell’11,5%. Le imprese regionali continuano invece a perdere quote di mercato in Cina (-6,8%), dove esportano prevalentemente macchinari per usi industriali, proseguendo una tendenza negativa iniziata nel 2012. Anche l’export verso la Russia, condizionato dalle sanzioni applicate su alcuni prodotti, nel primo semestre del 2017 mostra infine una flessione (-7,2%).





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