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Il Secondo Salone delle Medie Imprese si presenta

Obiettivo: fare da punto di congiunzione istituzioni, Università, mondo della ricerca per fornire nuovi strumenti e nuovi spunti

Il Secondo Salone delle Medie Imprese si presenta

Presentato oggi il secondo Salone delle Medie Imprese che si svolgerà anche in questa edizione a Pordenone in Villa Cattaneo il 28 e 29 Settembre. Questo secondo appuntamento del Salone a Pordenone sarà dedicato all’internazionalizzazione e in particolare alla Imprese che sono giunte con l’internazionalizzazione a diventare delle “Multinazionali Tascabili”.

L’edizione di quest’anno è in fortissima crescita rispetto alla precedente conta infatti già 700 iscritti nei due giorni, ovvero più del doppio della prima edizione, il 33% di incontri in più, le aziende partecipanti sono il doppio e sono letteralmente riplicati gli espositori che saranno presenti.

Quest’anno, come sottolinea il presidente Ferdinando Azzariti :
“La Media impresa si candida a guidare la nuova borghesia Italia, ma siamo pronti a questo fenomeno come sistema? La nuova emergenza da parte delle medie aziende – che stanno vedendo una nuova fase di sviluppo internazionale – è legata alla generazione di Sistemi Territoriali Avanzati, laddove non esistano solo gli Stakeholder a fianco del Mondo delle Imprese coadiuvate dalle Università ma si richiede a voce alta un quarto nuovo soggetto, ovvero le Società della Conoscenza, cioè le Imprese del Terziario Avanzato (IT, Knowledge, Marketing, Comunicazione) che facilitino la concretizzazione verso il 4.0. Oggi sistemi territoriali avanzati ancora non si sono correttamente format in Italia se non in Lombardia dove appaiono superate molte logiche di frammentazione. La direzione da prendere è quella di arrivare a un sistema complessivo a supporto dello sviluppo.”
Presenti alla Conferenza stampa di presentazione anche Michelangelo Agrusti presidente di Confindustria Pordenone che racconta gli sforzi dell’associazione in direzioni operative a supporto della crescita delle Medie Imprese: “Il ruolo delle associazioni sta subendo una radicale mutazione da soggetti di pura lobby a soggetti di politica industriale attiva, attraverso anche industria 4.0,  è ora quello di accompagnarle e diventare medie imprese. Da noi la media azienda diventa obiettivo da perseguire attraverso la modifica dei processi. Gli investimenti saranno indirizzati a questo fattore determinante. Le aziende hanno avuto incrementi negli investimenti grazie anche alla forte spinta delle misure fiscal, ma non solo. Ora noi dobbiamo preparare la piccola impresa alla trasformazione e favorire le aggregazioni. La multinazionale tascabile è un modello italiano ed è l'unico modo per rendersi competitivi a livello internazionale per questo stiamo spingendo reti di impresa da un lato e digitalizzazione dall’altra.
Nel nostro territorio infatti si trova il primo DiEX digital innovation hub ed è riconosciuto come il modello a cui si ispirano in Italia e qui si trova la prima fabbrica operativa dove sperimentare in un ambiente fisico le Lean per lo sviluppo all’interno della quale testare modelli digitali nuovi.
La formazione sarà un’altra via fondamentale in capo a Confindustria poiché potrà essere nuovo impulso per le aziende con ingresso di personale già digitalizzati vale anche per persone di un'età più avanzata creando le giuste competenze, anche con scambi internazionali nella formazione. Partendo dalle scuole operando con loro, inoltre, quali cerchiamo di ridurre il gap tra domanda e offerte ovvero tra bisogno delle imprese e offerta formativa. In questa direzione vanno anche i nostri progetti con gli ITI   per la “deliceizzazione” che puntano a garantire la formazione di risorse fortemente tecniche e tecnologiche oggi estremamente ricercate dalle imprese. Oggi potremmo raggiungere la piena occupazione se riuscissimo a far il giusto mix proprio nella formazione
 Anche l’intervento di Paolo Scolari sembra avere la stessa vsione “La quarta rivoluzione industriale, la digitalizzazione di impresa, è diventata la missione del Polo. Abbiamo acquisito competenze per comprendere quali siano i posizionamenti delle aziende nei confronti della sfida del digitale. Il nostro territorio sta vivendo davvero i primi sviluppi della quarta rivoluzione industriale a macchia di leopardo troviamo aziende di grandi dimensioni e multinazionale assieme a quelle medie e alle piccole tascabili e globali che affrontano automazione digitalizzazione e trasformazione di business. Fa piacere verificare come alcuni slogan tipo piccolo è bello sono totalmente rivoluzionati da piccolo È snello ma veloce e globale. Medio va coniugato con quote globali che confermino la competitività su tutti i mercati. Il polo tecnologico di Pordenone, da sempre riferimento territoriale per l'innovazione, sta diventando compagno e attuatore delle richieste delle medie aziende che hanno fatto importanti investimenti in automazione. I benefici fiscali della cosiddetta legge Calenda su super e Iper ammortamento hanno fatto nascere nuovi rapporti tra le aziende che necessitano delle perizie fiscali e di accompagnamento e assestement e che di fatto di fatto li supportano su tecnologie e processi. Rileviamo positivamente che sono davvero molte  le imprese che si sono rivolte in questo periodo al polo per avere supporto per strategica rivoluzione digitale aperti a nuovi modelli di business”
Dal punto di vista dell’appuntamento e dei lavori ad aprie questa edizione sarà l’intervista al Professor Luigi Serio autore del libro “Medie Eccellenti”. Il testo, partendo da analisi metodologiche e di sistema, esprime uno spaccato non solo della metodologia di gestione delle imprese italiane ma anche e soprattutto dei fattori che rendono alcune medie imprese realtà “eccellenti”, capace di generare crescita, non solo in termini di fatturato, in particolare nella capacità di internazionalizzazione.

Tra i temi in discussione con dati, esempi e momenti di confronto tra i partecipanti:
La media impresa sta trainando il Nord Est in una fas edi nuova crescita
Il 4.0 sta facendo crescere le nostre aziende ed il PIL: il +6% del Nord Est rappresenta il risultato ed i primi frutti di una ulteriore crescita futura
Il 4.0 sta facendo cambiare forma, organizzazione e lavoro nelle Medie Imprese del Nord Est e di fatto incide nella crescita

A dare il loro contributo anche quest’anno ci saranno i Poli Tecnologici di Pordenone e il Polo Friuli innovazione, portatori di prospettive e di innovazione tecnologiche e i rappresentanti delle Università di Udine e Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia e il ministero dello sviluppo economico con Mattia Corbetta tra gli sviluppatori delle politiche per la crescita della Competitività delle PMI.
Nei giorni successivi l’accento si poserà sule nuove conoscenze tecnologiche, su esempi di acquisizione estere da parte di medie aziende italiane, di evoluzione per le risorse umane e nuove potenzialità da sviluppare a concludere i lavori. Incontri come nello spirito del Salone che prevedono un forte scambio tra impresa, università e terziario avanzato.

Un breve contributo per l’edizione è già arrivato in due sintetici interventi del direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio e dal presidente del Polo di Pordenone pur non essendo presenti in conferenza stampa.

Feruglio ha un visione del mondo delle imprese complessiva, non centrata sulle dimensioni ma sulle capacità intrinseche di sviluppo del sistema: “Spesso ci riferiamo alle imprese categorizzandole in PMI, ovvero piccole e medie, e grandi, per poi declinare considerazioni che in buona sostanza dovrebbero caratterizzare l'insieme delle une o delle altre.

E' un modo inadeguato di leggere la realtà. Ben venga dunque la seconda edizione di un evento che si focalizza sulle medie imprese, che rappresentano certamente nel loro insieme l'imprenditorialità più dinamica e vivace. Un'imprenditorialità che avrebbe bisogno di sistemi territoriali più capaci di anticipare le loro esigenze e di rispondere efficacemente e rapidamente alle loro esigenze.”

Valerio Pontarolo presidente del Polo tecnologico di Pordenone in qualità di padrone di casa, forte della sua esperienza imprenditoriale , ha un’ottica molto vicina: “Piccole medio grandi non sono più le dimensioni intese come fatturato o numero di addetti che danno la competitività di aziende. Oggi l'esigenza di competere sui mercati globali impone un'offerta differenziata che prescinde dalle dimensioni fisiche dell'azienda. Ci sono multinazionali tascabili che competono nelle loro nicchie di mercato grazie all'innovazione al servizio e alle tecnologie. Il Polo tecnologico si rivolge a tutti coloro che vogliono competere accettare sfide globali e garantire sostenibilità il progresso.”

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