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L’albo autotrasportatori va chiuso

Questa la richiesta del presidente Cna Fita Fvg, Quaini. Buone novità, invece, sulla lotta al cabotaggio irregolare

L’albo autotrasportatori va chiuso

“Cosa chiedo all'anno nuovo? Che si decidano a chiudere l'Albo dell'autotrasporto”. Questo il ‘desiderio’ espresso per il 2017 da Giosualdo Quaini, presidente regionale della Cna Fita, dopo aver saputo la novità contenuta dal decreto milleproroghe. “Il Governo - spiega il rappresentante Cna della categoria autotrasportatori - ha prorogato al 28 febbraio 2017 il pagamento della quota da versare all’Albo, visto le difficoltà che le imprese di autotrasporto hanno incontrato nell’adempiere questo obbligo. Un disagio recato alla nostra categoria inaccettabile: le imprese hanno impegnato per giorni il personale nel tentativo vano di collegarsi al sito del Ministero. Ci chiediamo: ma questa straordinaria riforma tecnologica quando mai la vedremo?”.

Altri “desiderata”: lo sconto del pedaggio autostradale direttamente al casello e del gasolio alle pompe, “bypassando così passaggi e servizi spesso lucrosi”.

Una novità positiva, invece, riguarda la lotta al cabotaggio irregolare: “finalmente, dopo tanti anni di denunce e battaglie a tutti i livelli istituzionali - informa Quaini -, anche in Italia è entrato in vigore il decreto legge 136 del 10 agosto 2016 sul distacco degli autisti delle imprese appartenenti alla UE, e con il D.L. 146/2016 anche per le imprese extra UE. Gli stranieri dovranno segnalare la loro presenza sul territorio italiano e indicare le loro condizioni di lavoro e occupazione, difesa dei diritti, obblighi amministrativi, ispezioni”.

Gli autisti stranieri distaccati in Italia devono fare riferimento al contratto collettivo nazionale di lavoro dei loro colleghi italiani, sia autisti che imprese, “norma che non vale per il personale che transita in Italia. Questo dovrebbe servire a scoraggiare anche il cabotaggio irregolare, che ha fatto non pochi danni alle imprese regionali”. Con il distacco le imprese di trasporto comunitarie o agenzie di lavoro inviano personale ad operare in Italia presso imprese italiane. Un damping sociale più volte segnalato anche in sede europea dall’Uetr (European Road Haulers Association), l'aggregazione tra associazioni europee dell'autotrasporto di cui Quaini è vicepresidente.

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