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La 'Via della seta' passa per il Fvg

Tanti i temi all’ordine del giorno nella Conferenza Italia-Cina per lo sviluppo delle Pmi

La \u0027Via della seta\u0027 passa per il Fvg

Interpretare l'iniziativa del Governo Cinese, quella della cosiddetta Via della Seta, in maniera tale da garantire nuove e stabili opportunità per una crescita che non sia solo economica, ma anche civile e culturale.

Questo il concetto espresso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, che è intervenuto oggi a Trieste alla conferenza internazionale Supporting local enterprises and SMEs (Small and Medium Enterprises) along China's belt and road initiative in South Eastern Europe organizzata dall'Iniziativa Centro Europea (InCE) e dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS).

L'incontro, che ha fatto il punto sul poderoso piano di investimenti di Pechino messo in atto al fine di rafforzare le infrastrutture logistiche per il traporto di merci e servizi dalla Cina all'Europa, ha visto la partecipazione, oltre che del ministro Delrio, di altri importanti relatori istituzionali fra i quali il sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri Vincenzo Amendola, l'ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, il ministro degli Esteri di Bosnia ed Herzegovina Igor Crnadak, il presidente del Silk Road Fund Wang Yanzhi, il segretario generale dell'InCE Giovanni Caracciolo di Vietri e il commissario straordinario del Porto di Trieste Zeno D'Agostino.

Il dibattito si è incentrato sulle opportunità per le Piccole e Medie Imprese (PMI) di poter cogliere i benefici di questa nuova via di collegamento con l'Oriente. Una via di collegamento, come ha detto il ministro Delrio, di cui il sistema dei porti dell'Adriatico diventa una piattaforma strategica per quell'Europa Sudorientale che vuole incrementare i rapporti commerciali ed economici con la Cina. Una cooperazione, quella fra gli scali di Trieste, Ravenna e Venezia, che - ha affermato il ministro Delrio - deve generare un sistema coordinato e alleggerito il più possibile delle procedure burocratiche.

Dal canto suo l'ambasciatore Li Ruiyu ha sottolineato come l'iniziativa del Governo Cinese rappresenti una concreta occasione di sviluppo per le PMI di questa parte d'Europa. Al tempo stesso ha ribadito la volontà degli imprenditori italiani di aumentare la collaborazione con la Cina. A tal riguardo l'ambasciatore ha ricordato la positiva esperienza di un'iniziativa a cui hanno aderito 400 PMI dei due Paesi e come da questa sinergia siano stati portati avanti con successo il 70 per cento dei progetti di collaborazione avviati.

Il presidente del Fondo Wang Yanzhi ha affermato che gli investimenti di Pechino sulla Via della Seta rappresentano una presenza di lungo periodo, per uno sviluppo reciproco. Il ministro bosniaco Igor Crnadak ha manifestato le difficoltà del suo Paese che si ritrova con un'imprenditoria in molti casi ancora troppo piccola, ma ha anche introdotto un elemento di ottimismo per le riforme strutturali che il suo Governo sta attuando per sviluppare l'economia.

Di un corridoio di valori ha parlato invece il commissario del Porto di Trieste Zeno D'Agostino, facendo presente che la Via della Seta non può significare solo la costruzione di infrastrutture, ma deve essere un'opportunità di incontro fra la PMI italiane e quelle cinesi. In questo il Porto può svolgere un'importate funzione con i distretti industriali del proprio territorio, offrendo loro le migliori condizioni per una via d'accesso ai mercati.

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