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Per Danieli utile in crescita del 16 per cento

Il Cda ha approvato il bilancio 2017/18 i cui ricavi salgono a 2,7 miliardi di euro

Per Danieli utile in crescita del 16 per cento

Il Cda del gruppo Danieli, presieduto da Gianpietro Benedetti (nella foto), ha approvato il bilancio 2017/18 che registra un miglioramento del fatturato del 9 per cento, toccando 2,7 miliardi di euro, e un aumento dell’utile netto del 16% che lo porta così a un valore di 58,4 milioni di euro. Il portafoglio ordini alla data di giugno sfiora i 3 miliardi di euro.
Le due attività principali, Plant Making e Steel Making, hanno avuto trend diversi se confrontati con lo scorso esercizio.

La realizzazione di impianti siderurgici risente ancora della grave crisi che i produttori di acciaio hanno vissuto negli ultimi tre anni, che aveva ridotto notevolmente non solo gli investimenti, ma anche i prezzi di acquisto dei nuovi impianti. Trend invertito da fine 2017 grazie anche alle misure antidumping, con dazi applicati prima in Usa e poi progressivamente applicate in Europa, assieme ai limiti posti alle quantità di acciaio importate. Conseguentemente è aumentata anche la domanda di nuovi impianti e questo a partire dalla primavera 2018, mentre i prezzi di vendita rimangono ancora bassi per la forte concorrenza tedesca e giapponese.

Ottimo invece il settore di produzione di acciaio, rappresentato dalla controllata Abs, con un mercato stabile e quindi buone prospettive. E proprio sullo stabilimento di Cargnacco sono in corso nuovi e importanti investimenti per nell’ambito del programma di industry 4.0 e di robotizzazione delle linee produttive.

Il Cda ha anche convocato l’assemblea degli azionisti per il 26 ottobre durante la quale proporrà un dividendo ancora basso e invariato rispetto allo scorso esercizio per mantenere elevati gli investimenti in ricerca ed innovazione.

Il Consiglio di Amministrazione ha evidenziato che, negli ultimi 10 anni, ben l’87% degli utili è stato reinvestito in azienda, non solo per mantenerla finanziariamente solida, ma per investire in nuovi impianti e nell’innovazione.

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