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Pesca alle vongole con il satellite

Nella laguna di Grado e Marano messo a punto un innovativo sistema Gps

Pesca alle vongole con il satellite

Grazie alla tecnologia Aqquatech che rende le imbarcazioni intelligenti, oggi la raccolta della vongola verace nella laguna di Marano e Grado è più veloce, più efficace e anche più sicura per l’ambiente. L’innovazione messa a punto dalla società Dermap per la cooperativa di pesca Almar con il progetto di ricerca Ctrl+Capa si basa sull’applicazione del Gps alle imbarcazioni e ha portato a un dimezzamento dei costi, ottimizzando i processi produttivi di allevamento delle vongole.

Un finanziamento regionale del Friuli Venezia Giulia ha consentito alla cooperativa Almar, titolare della concessione per la venericoltura nella laguna di Marano e Grado, di sviluppare assieme a Dermap, un’azienda innovativa nata qualche anno fa dall’incubatore certificato Techno Seed di Friuli Innovazione, un progetto per rendere i cicli di allevamento della vongola più efficienti e diminuire l’impatto ambientale delle operazioni in laguna.

La ricerca, iniziata nel 2011, ha permesso di realizzare Aqquatech, il prototipo di un set di strumentazioni, montato sull’imbarcazione polifunzionale utilizzata per la raccolta dei molluschi e formato da un terminale cartografico dotato di Gps ad alta precisione, un sistema di comunicazione con la centrale operativa a terra ed un server per la rappresentazione dei dati raccolti in campo. La strumentazione utilizza la rete satellitare per determinare e visualizzare sul terminale della barca le parti di fondale già raccolte, sfruttando la rete fissa Gps regionale - che è gratuita come in poche altre regioni italiane - per calcolare le misurazioni differenziali e ridurre il margine di errore al di sotto dei 5 centimetri.

L’esigenza di sviluppare questo progetto di ricerca era, infatti, nata da alcune problematiche riscontrate durante la fase di raccolta delle vongole. Dopo la semina, una volta raggiunta la taglia commerciale, i molluschi vengono raccolti con un’imbarcazione appositamente studiata per non rovinare l’ecosistema, che si muove lungo un tracciato che divide l’area di raccolta in rettangoli, con un sistema ancora-verricello per evitare l’impatto delle eliche sui fondali bassi della laguna. Questo metodo non permetteva però di delimitare con precisione le aree già raccolte e di conseguenza il livello di ricattura del prodotto seminato era stimabile intorno al 50 per cento.

Con l’innovativo prototipo Aqquatech, invece, le imbarcazioni diventano intelligenti e l’operatore in manovra può conoscere con esattezza e in tempo reale la sua posizione permettendo così di dimezzare sia il tempo di raccolta del prodotto che i costi per l’operazione.

“La laguna di Marano è la prima realtà a livello nazionale a praticare un’acquacoltura di precisione grazie all’uso dei dati satellitari e cartografici digitali – ha commentato Daniele Gulic, Ceo di Dermap –. L’integrazione di queste tecnologie per innovare il processo produttivo della venericoltura permette una migliore resa dell’attività economica ma anche un maggiore rispetto per l’ambiente, grazie alle operazioni meno impattanti per la laguna”.

I risultati positivi dei test hanno convinto la cooperativa Almar a proseguire sulla strada dell’innovazione sviluppando, sempre con Dermap, un sistema di correzione automatica del posizionamento dell’imbarcazione durante la raccolta delle vongole, simile a un pilota automatico. Questo upgrade permetterà di far dialogare il sistema satellitare di bordo con dei motori elettrici sul natante, di modo che proceda a correzioni di rotta automatiche.

Attualmente Dermap sta progettando anche una versione portatile della stessa tecnologia che possa essere utilizzata su imbarcazioni diverse.

“I risultati del progetto sono stati estremamente positivi - continua Gulic –. Abbiamo ricevuto diverse richieste di preventivo per equipaggiare altre imbarcazioni per la venericoltura in diverse zone dell’Italia. L’acquacoltura di precisione è un mercato ancora poco esplorato ma molto interessante anche dal punto di vista della sostenibilità, dato l’impatto positivo sull’ambiente che avrà l’innovazione nei processi produttivi di molluschicoltura”.

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