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Violenza economica sulle donne: serve una soluzione

La richiesta alla Regione dal Movimento Donne Impresa di Confartigianato parte da Palmanova, presentando le storie dell’afgana Suraya Pazkzad e di Serenella Antoniazzi

Violenza economica sulle donne: serve una soluzione

“Assessore, ci ascolti troviamo insieme nuovi modelli affinché le donne vittime di violenza economica in Friuli Venezia Giulia abbiano la possibilità di riscattarsi e di preservare la propria dignità attraverso uno strumento fondamentale: il lavoro”. Così ieri sera a Palmanova la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Fvg, Filomena Avolio, rivolgendosi all’assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, al termine del denso e a tratti emozionante incontro promosso nel municipio della città stellata con l’afghana Suraya Pakzad e l’imprenditrice veneta Serenella Antoniazzi.

Due storie, le loro, geograficamente lontane ma vicine nella sostanza: Suraya è impegnata a ridare valore e dignità alle donne del suo Paese istruendole e avviandole a un lavoro, Antoniazzi sta combattendo per salvare una storia imprenditoriale di oltre quarant’anni messa in ginocchio da comportamenti altrui rivelatisi devastanti in questi anni di crisi, un’esperienza raccontata nel libro “Io non voglio fallire”. Presente anche il comandante della Brigata Alpina Julia, Michele Risi, con cui Confartigianato ha stretto un’importante alleanza che ha portato a due missioni di artigiani friulani ad Herat per insegnare un mestiere a donne e uomini afgani, dando così loro lo strumento principe per potersi costruire un futuro.

In regione, ha evidenziato Avolio, “nel 2011 sono stati segnalati 360 casi di violenza economica, 345 nel 2012 e l’anno successivo 311”. Numeri significativi, ha aggiunto, a fronte dei quali “è importante che la Regione valuti la possibilità di adottare una misura come il Fondo Serenella, faccia evolvere la formazione delle attuali botteghe-scuola e ampli l’applicabilità della legge regionale 18/2005, perché le donne vittime possano lavorare”.

Panariti, che in apertura ha ricordato essere già attivo il progetto Matelda, riguardo al Fondo ha detto: “E’ un tema che merita essere approfondito”.

Introdotte e moderate dalla giornalista Anna Piuzzi, Suraya Pakzad e Serenella Antoniazzi hanno raccontato storie di grandi determinazioni in contesti difficilissimi. Suraya, madre di sei figli, ha illustrato la sua azione per affrancare le donne afgane da analfabetismo e norme che consentono ancora matrimoni combinati e spose bambine. Ha dapprima creato rifugi per le donne che fuggivano da simili situazioni, poi ha attivato supporti psicologici e legali e ha cercato possibilità di lavoro. “Oggi sono attivi due ristoranti gestiti da donne, un panificio che è partito dopo che abbiamo visto qui una simile struttura”, ha detto nel giorno in cui a Udine ha visitato laboratori di estetista e centri di bellezza, per verificarne l’esportabilità nei territori dove opera. “Le vittime civile nel 2015 in Afghanistan sono state ancora tante, ma siamo in molti a non essere più disposti a subire e a sederci. Io sono pronta a dare la mia vita – ha affermato -, perché è ora di cambiare, è troppo alto il prezzo che stiamo pagando”. E ha avvertito le donne del Friuli Venezia Giulia: “Vigilate, perché in Afghanistan negli anni Settanta le donne avevano diritti simili ai vostri e li davamo ormai per acquisiti. Non è stato così”.

Serenella Antoniazzi, che con altri quattro imprenditori ha trovato la forza di denunciare clienti che improvvisamente si sono rivelati insolventi mandando all’aria la sua azienda, ha sollecitato le imprenditrici che si trovassero in situazioni di criticità “a non restare isolate, a chiedere aiuto, perché non tutto si può fare da soli”.

Il comandante Risi ha raccontato le azioni a favore della popolazione svolte dalla Julia in Afghanistan e il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, ha evidenziato l’impegno dell’associazione di categoria “per difendere il lavoro come elemento di coesione e solidarietà”. Presenti all’incontro, tra gli altri, anche il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, e la senatrice Laura Fasiolo.

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