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Ersa in prima linea contro la cimice marmorata

La mappa delle azioni sviluppate dall'ente a sostegno del mondo agricolo nella lotta all'insetto a partire dal 2014

Ersa in prima linea contro la cimice marmorata

A partire dal 2014, anno in cui è stato rilevato in regione il primo esemplare di Halyomorpha halys (cimice marmorata asiatica), l’Ersa, agenzia regionale per lo sviluppo rurale, ha immediatamente attivato una serie di attività per controllare l’evolversi della situazione e valutare ogni possibile misura atta a contenere gli effetti negativi della cimice asiatica sull’attività agricola, conseguenti alla già allora prevedibile espansione della presenza dell'insetto in regione.

Da uno studio di ricercatori australiani, effettuato con l’ausilio di un modello previsionale (Climex) in grado di simulare gli areali più adatti alla cimice marmorata asiatica, risulta infatti che, su scala europea, l’Italia e la Croazia sono tra le regioni più favorevoli all’insediamento dell’insetto e che, su scala nazionale, il Friuli Venezia Giulia e parte del Veneto sono tra i luoghi in cui l’insetto trova, sfortunatamente, le condizioni migliori.

Situazioni analoghe si osservano anche in vari stati del Nord America, dove l’insetto è presente dalla fine dello scorso secolo, ma ancora non sono state individuate strategie efficaci a contenere in modo stabile le popolazioni.

Tra le azioni messe in atto dall'Ersa, l'attivazione di una estesa rete di monitoraggio, con apposite trappole, funzionale anche alla successiva sperimentazione di tecniche di difesa. Si è dato luogo all'immediato sostegno alle richieste al MiPAAF di poter utilizzare alcune sostanze attive con autorizzazione all’uso straordinario e si è proceduto alla concessione di deroghe alle limitazioni all’utilizzo di fitofarmaci previste dai disciplinari di produzione integrata per melo, pero, kiwi e soia.

Intensa è stata la collaborazione con la Direzione centrale competente in materia di agricoltura nel 2016, per la redazione di un regolamento per la concessione di indennizzi a favore delle imprese agricole danneggiate e di contributi per le spese sostenute per l’installazione di reti anti insetto. Ampia e articolata è l'attività di informazione e divulgazione verso gli agricoltori tramite articoli, bollettini, pubblicati sul sito istituzionale dell’Ersa, incontri con i tecnici, convegni.

Ricerca e sperimentazione. Collaborazione con l'Università e gli enti nazionali
Ersa ha operato in un confronto continuo con istituzioni nazionali per la ricerca e sperimentazione sulla difesa dall’insetto. Sono state realizzate in particolare: valutazione dell’efficacia di diverse strategie di difesa chimica utilizzando insetticidi registrati per il controllo della cimice marmorata asiatica; di sostanze attive ammesse dal regolamento specifico per l’agricoltura biologica. Tali attività sono state realizzare in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine – Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali e con diversi centri di saggio.

E' stato analizzato il comportamento di H. halys all’interno dei meleti in diversi momenti della maturazione dei frutti, per individuare i momenti migliori all'impiego di insetticidi.

Sono state effettuate prove di laboratorio e di campo con rete insetticida preliminari allo sviluppo di sistemi “Attract & kill”. A seguito dei riscontri positivi delle prove di laboratorio eseguite nel 2017 e nel 2018 sono state svolte sperimentazioni di campo su melo e pero, secondo protocolli condivisi con le istituzioni di altre regioni interessate al problema: Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), Università di Modena e Reggio Emilia,  Consorzio fitosanitario provinciale di Modena, Regione Emilia Romagna, CRPV e Fondazione Agrion del Piemonte, Centro di saggio Astra.

Con il Crea, nel 2018, sono stati fatti lanci sperimentali del parassitoide delle uova Ooencyrtus telenomicida e sono in corso attività di studio di parassitoidi rinvenuti in diverse località del Friuli Venezia Giulia, ben consapevoli che i parassitoidi delle uova, se efficaci, sono tra i metodi di controllo maggiormente risolutivi nel lungo periodo.

Ci sono stati inoltre frequenti scambi di conoscenze con la Fondazione Edmund Mach (TN) e l’Università di Perugia dove sono in corso diverse attività di ricerca relative a tecniche di confusione vibrazionale, valutazioni sull’impiego di insetti sterili e ricerche sulla reazione di alcune piante alla presenza della cimice in grado di sfavorirne le ovideposizioni.

Nel corso dell’estate, in una delle località maggiormente infestate del Friuli sono stati testati da un istituto di ricerca Neozelandese degli attrattivi alimentari, che in Nuova Zelanda vengono utilizzati per attirare alcuni insetti del pesco.

Attualmente sono in corso le valutazioni per verificare l’efficacia della chiusura con rete anti insetto dei frutteti. L’attività sperimentale è stata impostata a seguito di esperienze positive di contenimento dei danni in frutticoltura riportate principalmente da Stati Uniti, Francia ed Emilia Romagna dove sono considerate un valido strumento per il controllo della cimice, facilitando nel contempo la gestione integrata e biologica del frutteto.

In ambito urbano nel 2017 per affrontare le criticità del periodo autunnale, quando la cimice migra verso costruzioni e abitazioni causando disagio alla popolazione, sono state realizzate azioni informative congiunte tra Ersa e Protezione Civile regionale finalizzate ad una più efficace gestione della problematica.

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