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Porpetto celebra le nozze d’oro con il maiale

L’iniziativa de La Tavernetta di Porpetto, iniziata quasi per scherzo e per sfida con una battuta

Porpetto celebra le nozze d’oro con il maiale

Se dura da 50 anni non può che essere amore vero. Stiamo parlando di un amore del tutto particolare, ovvero della Fieste dai Nemorâz dal Purcit che nel 2018 spegnerà, appunto, 50 candeline. Si tratta dell’iniziativa de La Tavernetta di Porpetto, iniziata quasi per scherzo e per sfida con una battuta - “mi sono innamorato del maiale” - tra due amici, Aligi Grop, proprietario del locale scomparso lo scorso anno, ed Ezio Toneatto. I due pensarono che la battuta potesse essere una buona idea per la Festa di San Valentino.
E così Aligi individuò un menù a base di maiale (doce compreso) basato sulla tradizione. Nel corso degli anni, la Fieste non si limitò al solo 14 febbraio, ma si estese prima a un’intera settimana, poi a un mese intero. Per il 2018, l’iniziativa prenderà il via il 27 gennaio per terminare il 4 marzo, mercoledì esclusi. In questo periodo di tempo gli appassionati della carne suina potranno degustare un menù completo, realizzato con materie prime del territorio e con salumi prodotti in proprio con il rigore e i metodi degli antichi norcini friulani, o solo alcune portate.
Alla ‘regia’ dell’iniziativa ci sarà Elsa Tibaldi, moglie di Aligi, mentre ai fornelli troveremo il figlio Ezio, mentre l’accoglienza e i consigli saranno affidati a Clia e Mary. E ci sarà anche l’immancabile scritto ironico di Toneatto che riprende i modi letterari di pre Zaneto, poete dal popul, che a Porpetto nacque.
“La storia del maiale - spiega Toneatto - racconta anche la storia delle persone. Un tempo, la spesa per ‘purcitare’ era una delle più importanti dell’anno. Il maiale era la riserva di tutta la famiglia e se il maiale moriva, gli altri compaesani portavano qualcosa al negozio del paese, che poi provvedeva a consegnarlo alla famiglia sfortunata. I doni erano anonimi e così il beneficiario non si sentiva in obbligo di ringraziare nessuno: a chiunque poteva capitare una situazione del genere”. Una discrezione tutta friulana che solo chi non ci conosce potrebbe scambiare per chiusura.

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