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Il Friuli in edicola, venerdì 13 luglio 2018

Il Friuli in edicola, venerdì 13 luglio 2018

Il fischio che uccide - Oltre 100mila friulani soffrono di acufene. E qualcuno è stato spinto addirittura al suicidio. Eppure è una malattia dimenticata

Malattia orfana. Eppure c’è chi la fa finita - L’acufene colpisce 100mila friulani. Il Ministero la considera solo un sintomo e non una malattia. Conviverci, però, può essere molto doloroso e rischia di portare all’esasperazione
“Onorevole, provi a immaginare cosa vuole dire per mesi, anni, decenni, sentendo ininterrottamente nelle orecchie e nella testa rumori, anche multipli, che definire fastidiosi è riduttivo. È un vero e proprio stillicidio, che provoca uno stato invalidante dal punto di vista dell’assetto psicologico ed emozionale, del ritmo sonno-veglia, del livello di attenzione e concentrazione, della vita di relazione. Questi fattori portano spesso a uno stato di forte depressione, a volte con risvolti drammatici, quali la morte per suicidio”.
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Non chiamatemi secchiona - Organizzazione e perseveranza sono i segreti di Valeria Spadotto, che per la sua brillante carriera universitaria ha meritato il premio della Fondazione Friuli. Il suo rapporto con Udine (e ora con Trieste) e i sogni nel cassetto
Nel contesto del Dies Academicus dell’ateneo friulano è stato assegnato il Premio Fondazione Friuli, destinato a un profilo di studente particolarmente rilevante. Consegnato dal presidente Giuseppe Morandini, il premio è andato a Valeria Spadotto, laureata magistrale in Ingegneria gestionale con il massimo dei voti e lode, con brillante curriculum scolastico interamente svolto in una sola annualità. Valeria, 24 anni originaria di Motta di Livenza, subito dopo la laurea è stata assunta dalla illycaffè di Trieste.
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Rider friulani: pagati al prezzo di un panino - Giovani, carini e sottopagati: ecco come funziona il servizio in Friuli-Venezia Giulia e chi guadagna sulla pelle dei ‘ragazzi delle consegne’ finiti al centro delle polemiche sui diritti dei lavoratori
“Buonasera, sono Andrea e ho una consegna per voi”. Così si presentano alle nostre porte i rider, quelli di Udine: ragazzi per lo più fra i 20 e 35 anni, studenti universitari, occupati che vogliono arrotondare lo stipendio o già padri di famiglia, che guidano in mezzo al traffico dal tramonto fino a notte inoltrata per consegnare pasti caldi più velocemente possibile.
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In Libano gli alpini della Julia hanno una marcia in più - Sono 800 le penne nere impegnate nella missione Onu per ridare al Paese stabilità e sicurezza.  Come operano nei villaggi gli uomini e le donne al comando del generale Fabbri
Gli alpini della Brigata Julia sono per la prima volta al lavoro in Libano, dove nel sud del Paese operano nell’ambito della missione Unifil, sotto l’egida delle Nazioni unite. Nella terra dei cedri dallo scorso aprile si trovano circa 800 penne nere per la missione Leonte XXIV, ma il contingente italiano, la cui base principale si trova a Shama, impiega quasi 1.100 militari ed è il secondo per importanza dopo quello indonesiano. Proprio a Shama, dove ha sede il comando del settore Ovest affidato agli italiani, abbiamo incontrato il generale di Brigata Paolo Fabbri, alla guida della Julia da due anni. Ne abbiamo approfittato per chiedere come procede la missione.
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Una terra sconosciuta ancora oggi - Dopo ‘I Senzaterra’ di Tito Maniacco, Biblioteca dell’Immagine recupera dall’oblio il ‘Viaggio in Carnia’ Anni ’50 del veneto Giovanni Comisso: storie di vita vissuta senza tratti ‘turistici’
Pochi mesi fa avevano ristampato  ‘I Senzastoria’ di Tito Maniacco, un titolo assente da decenni dalle librerie friulane, diventato però punto di riferimento per una lettura diversa delle vicende della regione. Continuando in questa operazione di recupero di testi fondamentali del passato, più o meno prossimo, le Edizioni Biblioteca dell’Immagine di Pordenone hanno deciso di togliere dall’oblio un altro classico letterario legato alla nostra terra.
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La nostra montagna ormai è ’classica’ - ‘Carniarmonie’ avvia la 27a edizione sabato 14 a Moggio con la nuova Orchestra Giovanile Alpina: il primo di 50 appuntamenti in 25 Comuni. “In tutta Italia, non c’è un pubblico colto e numeroso come il nostro”
Sabato 14 apre in un luogo storico e simbolico, l’Abbazia di San Gallo a Moggio Udinese, il festival storico della montagna friulana, ‘Carniarmonie’, alla 27a edizione. A dare il via alla rassegna, che negli anni ha modificato il concetto stesso di montagna, portando grandi concerti, progetti esclusivi, musicisti famosi (e non), sarà un ensemble legato già dal nome al luogo: l’Orchestra Giovanile Alpina, con due eccellenze musicali friulane apprezzate in Italia e all’estero, il pianista Matteo Andri e la violinista Laura Bortolotto, per un programma tra Mozart e Mendelssohn, con la direzione di un musicista di fama internazionale, il bulgaro Grigor Palikarov.
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