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80 euro: governo generoso con i soldi... nostri

Cavallo (Patto per l’Autonomia): “Il 60 per cento del bonus è a ‘carico’ delle casse regionali: ogni anno le entrate si riducono di 100 milioni”

80 euro: governo generoso con i soldi... nostri

Gli 80 euro del governo Renzi? Un ‘regalo’ che costa non poco alle casse della nostra Regione. E’ quanto risulta dai calcoli effettuati da Giorgio Cavallo - uno dei collaboratori del ‘Patto per l’Autonomia’, il movimento autonomista ispirato a Sergio Cecotti, del quale fu assessore alla Pianificazione a Palazzo D’Aronco - in merito alla penalizzazione che la spesa pubblica Fvg subisce da parte dello Stato.

Perché gli 80 euro sono a carico del Fvg? E a quanto ammonta la cifra nel complesso?
“Il problema è che gli 80 euro derivano da una defiscalizzazione per i redditi da lavoro fino a 25mila euro. In sostanza, lo Stato lascia questa somma in busta paga togliendola dall’imposta. Così, però, la Regione Fvg, che trattiene il 60 per cento dell’Irpef, ci perde. Insomma, oltre la metà degli 80 euro sono pagati con soldi regionali. Ogni anno, stando a calcoli di tecnici vengono a mancare 100milioni. Ma, almeno, in questo caso questi denari restano nelle tasche dei cittadini friulani e giuliani. Non è ruberia, quindi, ma generosità fatta con i soldi degli altri”.

E in altri casi?
“In altri casi non ci sono benefici per il cittadino o per le imprese del nostro territorio. Sul fronte delle entrate erariali, si possono citare l’Imu sulle attività produttive e il sovragettito Imu: si tratta di circa 200 milioni all’anno che in passato sono finiti nelle casse statali. Va detto, però, che il sovragettito è stato oggetto della sentenza della Corte costituzionale 188 del 2016, nella quale si precisa come i soldi debbano essere restituiti alla Regione e quindi versati nelle casse dei Comuni. Staremo a vedere se e come ciò avverrà. E poi c’è da considerare anche la questione della Sanità”.

Ovvero?
“Su questo fronte, il Fvg è becco e bastonato per più di un motivo. In primo luogo, oggi i decimi che tratteniamo per pagare i conti del settorenon sono sufficienti a coprire tutte le spese. Avremmo più risorse se fossimo rimasti nel Fondo sanitario nazionale. Secondo, c’è da considerare il superticket di 10 euro sulle prestazioni diagnostiche e specialistiche. Altre regioni, come Trentino-Alto Adige, Sardegna e Valle d’Aosta non lo applicano. In terzo luogo, ci sono i 100 milionidi contributo per la Sanità chiesti alla nostra Regione con la Legge di Stabilità 2017. Giustamente, la Regione ha fatto ricorso. Anche in questo caso, vedremo come andrà a finire”.

Quanto preleva lo Stato dalle casse regionali?
“Le voci da considerare in termini di minore spesa praticabile sono tre e riguardano 1,8 miliardi complessivi all’anno. La prima, riguarda i  300 milioni di cui abbiamo già parlato. Poi ci sono gli 1,2 miliardi, certificati dalla Corte dei Conti, che entrano nel bilancio regionale grazie alle compartecipazionio e sono poi girati a Roma per il risanamento della finanza pubblica. Di questi fanno parte anche i soldi versati in base ai Patti Tremonti-Tondo e Padoan-Serracchiani. Così il budget regionale passa da 5 a 3,8 miliardi, dei quali 2,4 sono utilizzati per la Sanità e il resto per pagare personale, Tpl e Comuni. Di qui il crollo degli investimenti sia della Regione, sia degli Enti locali”.

La terza voce?
“E’ dovuta all’applicazione del Patto di Stabilità. La spesa, investimenti in particolare, è stata ridotta per diminuire l’indebitamento, anche nel caso in cui il denaro era già disponibile, e ciò ha avuto effetti recessivi. Tuttavia, a differenza delle due prime voci, questa deriva da un ragionamento politico sulla gestione della spesa pubblica, sulla quale è stata aperta una discussione”.

Il Patto Padoan Serracchiani ha ridotto la cifra rispetto ai 370 milioni stabiliti con l’accordo Tremonti-Tondo...
“Vero, ma al prezzo di rinunciare a ricorsi che altre Regioni hanno poi vinto. Tirando le somme, non abbiamo guadagnato. Avere un presidente molto vicino al governo non ci ha avvantaggiato. Il Fvg è oggi in un rapporto di totale subalternità rispetto allo Stato”.

1 Commenti
Dan

gli 80 euro che li abbia dati renzi o chiunque altro sono dati hai redditi più bassi lavoratori con rinnovi contrattuali in ritardo di dieci anni e più con stipendi da fame, dare i soldi dare i soldi ai politici che li portano all'estero è considerato un investimento dare 80 euro hai cittadini che li spendono in italia per arrivare a fine mese è un investimento in perdita. Che schifo dovreste filtrare anche le stronzate scritte dette dai politici e scritte dai giornalisti.

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