Home / Politica / Decreto dignità: difficile stimare le ripercussioni in Fvg

Decreto dignità: difficile stimare le ripercussioni in Fvg

L’assessore regionale Rosolen sottolinea che, al momento, serve un approccio molto prudente

Decreto dignità: difficile stimare le ripercussioni in Fvg

"Serve un approccio molto prudente per stimare implicazioni e ripercussioni del cosiddetto decreto dignità per il Friuli Venezia Giulia. Il primo passo è definirne il perimetro di applicabilità". Lo sottolinea l'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, precisando che "ci sono tre scenari possibili che il decreto può spalancare, ammesso e non concesso che non venga modificato in sede di conversione, anche in componenti rilevanti. Il primo: riduzione della domanda di lavoro, e quindi contrazione dell'occupazione. Questa è l'ipotesi implicitamente contenuta nella stima dell'Inps. Seconda possibilità: aumento del turn-over tra lavoratori, con domanda di lavoro (a termine) sostanzialmente costante".

"Secondo questa interpretazione, le imprese potrebbero decidere di avviare rapporti di lavoro con altri lavoratori, con l'effetto di un aumento del turn-over, mantenendo pertanto almeno stabile la domanda di lavoro a termine. Questo scenario determina la crescita della frammentazione dell'offerta di lavoro. Terza ipotesi, la più ottimistica: calo della domanda di lavoro a termine compensata dal ricorso ad altre tipologie contrattuali. In questo caso il datore di lavoro potrebbe ricorrere ad altre forme contrattuali: dal tempo indeterminato (il caso sicuramente più favorevole, poi esplicitamente perseguito come ratio del decreto), al lavoro occasionale, intermittente, tramite partite iva, nonché forme di esternalizzazione di attività e una diversa organizzazione del lavoro (ad es. più straordinari)".

"Nel complesso - indica Rosolen - è difficile quantificare i comportamenti delle imprese rispetto agli scenari ipotizzati. Molto dipenderà dal settore di riferimento, dalla dimensione di impresa, dall'organizzazione del lavoro, dalla cultura imprenditoriale".

"Allo stato - aggiunge - disponiamo di valutazioni parziali: secondi i numeri forniti dagli uffici regionali, nel 2017 in Fvg sono stati assunti 160.640 lavoratori da 39.967 imprese. Il numero complessivo di contratti a tempo determinato (compresa la somministrazione di lavoro) è pari a 187.256 e rappresenta il 66,49% del totale delle assunzioni avvenute nel 2017. Sono circa 4.600, pari al 6,5%, i contratti che potrebbero essere interessati all'applicazione della nuova normativa. Tale quota è più elevata per i contratti a tempo determinato (15,4%), piuttosto che per la somministrazione (3,3%). Da questi numeri, che devono essere sempre presi con la massima cautela e integrati con quelli del 2016, si possono fare delle proiezioni, ma non possiamo ricavare certezze".

"La direzione regionale al lavoro - assicura l'assessore - continuerà a osservare il fenomeno nei prossimi mesi attraverso l'Osservatorio. Non solo. Prezioso e doveroso sottolineare come le politiche attive del lavoro possano introdurre incentivi e opportunità per indirizzare i comportamenti delle imprese in senso favorevole per i lavoratori. In Friuli Venezia Giulia ci sono incentivi già a favore di quei datori di lavoro che stabilizzino soggetti che abbiano una condizione occupazionale precaria. La misura si riferisce, in particolare, a donne (indipendentemente dall'età anagrafica) e agli uomini che abbiano compiuto il cinquantesimo di età, che nei precedenti cinque anni abbiano prestato la loro opera, anche a favore di diversi datori di lavoro, per un periodo complessivamente non inferiore a diciotto mesi, in esecuzione di tipologie contrattuali lavoristiche flessibili, tra cui il contratto di lavoro a tempo determinato e i rapporti in somministrazione".

LE STIME PER IL FVG

1 Commenti
marco1917

Parlavo con conoscenti artigiani sotto i 9 dipendenti, dicono che sono preoccupati, perchè di certe tipologie lavorative hanno bisogno, il mercato è cambiato ci sono mesi di molto lavoro,i e mesi di poco, in base agli ordinativi l'ideale è il tempo indeterminato,ma come tutti gli ideali bisogna vedere se ci sono le condizioni per realizzarli, cercare di risolverli in maniera settaria e dirigista oltretutto senza ascoltare le parti interessate è solo propaganda.

Cronaca

Spettacoli

Sport news

Economia

Cultura

L'APPELLO

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori