Home / Politica / Ettore Romoli alla guida del Consiglio regionale

Ettore Romoli alla guida del Consiglio regionale

Eletto questa mattina il nuovo Presidente, che ha raccolto i voti di 33 consiglieri. La curiosità: i Consiglieri hanno giurato in cinque lingue

Ettore Romoli alla guida del Consiglio regionale

Ettore Romoli è il nuovo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. E' stato eletto alla prima votazione, con 33 voti, e subito dopo l'insediamento ha ringraziato l'Aula e ha tracciato le linee che caratterizzeranno la sua presidenza in questa XII legislatura regionale. Questo l'esito della votazione: votanti 48, schede valide 48, astenuti uno, schede bianche 15, schede nulle 0.

Ettore Romoli, neo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è nato a Firenze il 9 aprile 1938. Laureato in economia e commercio all'Università di Trieste, è dottore commercialista ed è strato presidente dell'Ordine dei commercialisti di Gorizia e insegnante in materie tecnico-economiche alle scuole superiori.

Consigliere comunale di Gorizia negli anni '80, co-fondatore di Forza Italia, è stato consigliere nazionale di Forza Italia, coordinatore regionale dal 1996 al 2003, responsabile per l'area nord-est dal 2005.

Senatore della Repubblica nella XII legislatura, ha fatto parte della Commissione finanze e tesoro e della Giunta per gli affari comunitari di Palazzo Madama. Consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia nell'VIII legislatura, ha ricoperto la carica consiliare di capogruppo e giuntale di assessore alle finanze e programmazione. Deputato al Parlamento della Repubblica nella XIV legislatura, è stato componente della Commissione finanze della Camera. Dal 2007 al 2017 è stato sindaco di Gorizia; ha presieduto il Consiglio delle Autonomie locali.

Stefano Mazzolini (Lega) e Francesco Russo (Pd) sono stati eletti vicepresidenti del Consiglio regionale, rispettivamente con 29 e 12 voti. Nessun astenuto e nessuna scheda nulla. Quattro le schede bianche. Mazzolini, classe 1971, è stato eletto nella circoscrizione di Tolmezzo, nella lista della Lega. Russo, classe 1969, è invece stato eletto nella circoscrizione di Trieste, nella lista del Partito Democratico.

Il multilinguismo del Friuli Venezia Giulia è stato ben rappresentato in occasione dell’insediamento del nuovo consiglio regionale. Sono stati, infatti, ben 18 i nuovi membri che hanno giurato in friulano, mentre all’inizio della precedente legislatura si erano avvalsi della possibilità prevista dalla legge soltanto in 5. Inoltre, oggi nel palazzo di piazza Oberdan, hanno prestato giuramento due consiglieri in sloveno e uno in tedesco. Infine, Piero Camber ha giurato anche in latino, lingua che, ha spiegato, riassume la tradizione bimillenaria della nostra civiltà cristiana.

L'Aula ha quindi proceduto alle votazioni per l'elezione dei quattro consiglieri-segretari che vanno a completare l'Ufficio di presidenza. Sono risultati eletti Simone Polesello con 28 preferenze, Christian Vaccher con 27, Cristiano Shaurli con 12 e Igor Gabrovec con 10. Simone Polesello, classe 1992, è stato eletto nella circoscrizione di Pordenone, nella lista della Lega. Christian Vaccher, classe 1983, è stato eletto nella circoscrizione di Pordenone, nella lista di Progetto FVG. Cristiano Shaurli, classe 1972, è stato eletto nella circoscrizione di Udine, nella lista del Partito Democratico. Igor Gabrovec, classe 1972, è stato eletto nella circoscrizione di Trieste, nella lista Ssk-Slovenska skupnost. Come nel caso dei vicepresidenti, per la loro elezione era sufficiente la maggioranza semplice.

Completati questi adempimenti, il Consiglio regionale ha così concluso la sua prima seduta di questa XII legislatura. Il presidente Romoli ha riconvocato l'Aula per martedì 29 maggio, alle 10, con all'ordine del giorno l'illustrazione delle dichiarazioni programmatiche da parte del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e la presentazione della sua Giunta, con la specifica delle deleghe attribuite a ciascun assessore.

Il discorso d'insediamento del presidente del Consiglio regionale del Fvg Ettore Romoli

"Ringrazio il Consiglio per la  stima e la fiducia che mi è stata accordata, nella consapevolezza della responsabilità che assumo come presidente dell'Assemblea legislativa che è l'espressione più alta della rappresentatività del Friuli Venezia Giulia. In quest'Aula verranno definiti gli indirizzi e le azioni per la crescita e lo sviluppo della regione e sempre qui saremo chiamati ad affrontare con efficacia e tempestività le sfide che abbiamo di fronte. Per questo dobbiamo puntare alla qualità dei lavori consiliari che devono essere all'altezza del compito che ci è stato assegnato".

"Come presidente mi atterrò con rigore al Regolamento consiliare, per assicurare funzionalità e dignità ai nostri lavori e il rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione, che deve essere improntato a un forte senso delle Istituzioni che tutti insieme rappresentiamo. Le riforme costituzionali degli anni scorsi hanno ridisegnato i rapporti tra Stato e Regioni e tra queste e le Autonomie locali, in una prospettiva di regionalismo rafforzato e di sussidiarietà. La difesa e la valorizzazione della specialità e dell'autonomia del Friuli Venezia Giulia non va vista in contrasto con un regionalismo differenziato che, sulla base di quanto previsto dall'art. 116, terzo comma, della Costituzione, consenta l'acquisizione di nuove funzioni alle Regioni ordinarie, sulla base di strumenti pattizi con lo Stato. Le trasformazioni economiche e sociali del nostro Paese, che la globalizzazione dei mercati sta delineando da alcuni anni, devono indurci alle sfide e al confronto aperto senza rinchiuderci dentro steccati".

"La sussidiarietà, la potestà legislativa regionale, le autonomie territoriali sono riconosciuti come elementi costitutivi delle politiche nazionali ed europee. La nostra autonomia, unitamente alle sue forme e condizioni particolari, che costituiscono la specialità, non è negoziabile e non rappresenta un privilegio, ma è l'esercizio di una responsabilità come dimostra ciò che ha saputo costruire il Friuli Venezia Giulia dal 1964 a oggi".

"Uno dei connotati essenziali della nostra specialità è il suo pluralismo, l'essere - pur nell'unità regionale - una realtà composita, multiculturale, caratterizzata dalla ricchezza delle espressioni culturali e linguistiche che la compongono e dalla pluralità delle sue articolazioni istituzionali. Nel rapporto con il Governo sarà determinante riprendere il negoziato per introdurre norme che rafforzino lo Statuto di Autonomia, soprattutto in materia finanziaria e nella configurazione di un rapporto autenticamente pattizio. In tale cornice sarà di estrema importanza il ruolo della Commissione paritetica Stato/Regione per il confronto paritario sul trasferimento di nuove funzioni, nonché per la ridefinizione dei rapporti finanziari e di compartecipazione al gettito erariale, che deve tener conto delle funzioni attribuite alla Regione e delle risorse necessarie per esercitarle. In questo quadro, la recente intesa con lo Stato in materia di compartecipazioni avrebbe dovuto seguire un percorso di maggior coinvolgimento del Consiglio regionale, favorendo la presentazione di proposte per l'introduzione di correttivi finalizzati alla salvaguardia e al rafforzamento dell'autonomia finanziaria della Regione, che negli ultimi anni si è già fortemente ridotta a causa dei tagli e dei prelievi legati all'abbattimento del debito e agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica".

"Da più parti del territorio regionale sono segnalate in materia sanitaria forti criticità in ordine all'attuazione di una riforma che ha ridefinito gli assetti aziendali e territoriali. Mi riferisco ad esempio alla gestione degli Hub, al loro collegamento agli ospedali di rete e agli esiti dell'attivazione dei centri per le cure primarie, in rapporto alle esigenze e alle aspettative  dei cittadini-utenti. La funzione legislativa dell'Assemblea, giustamente semplificata per gli inevitabili processi di delegificazione, è stata valorizzata da nuove competenze che sono attribuite alla Regione e che vedono il Consiglio regionale protagonista nel rafforzamento dei rapporti sia nell'ambito della Conferenza dei Parlamenti regionali, sia con le Assemblee legislative di Stati e Regioni contermini, in continuità con quanto  costruito dall'approvazione - nel 1991 - della legge sulle aree di confine, che ha dotato il Friuli Venezia Giulia di importanti strumenti di cooperazione economica e finanziaria".
"La maggior competenza legislativa regionale, il sistema elettorale e la forma di governo, che la legge statutaria ha definito, declinano l'equilibrio e le relazioni fra legislativo ed esecutivo; una legge statutaria alla quale sarà necessario porre mano per l'aggiornamento e la modernizzazione di alcuni Istituti. L'Assemblea non deve approvare tante leggi, piuttosto deve licenziare provvedimenti necessari, pensando al riordino della legislazione e seguendo un processo di semplificazione, trasparenza e delegificazione del corpus normativo regionale che avvicinerà il Consiglio ai nostri cittadini. Il profilo dell'Assemblea non si basa soltanto sulla qualificazione dell'attività legislativa in occasione delle leggi di bilancio e stabilità e delle grandi riforme, ma anche nello svolgimento della funzione di indirizzo politico, attraverso la determinazione delle linee programmatiche fondamentali dell'esecutivo. Un ruolo che va esercitato dinamicamente in un sistema di relazione costante e costruttiva con la Giunta regionale. In questo contesto, le attribuzioni del Consiglio con le clausole valutative sulle leggi, il controllo e le verifiche, portano a una maggiore responsabilizzazione delle Commissioni, con proposte e interventi che possono avere delle ricadute positive sulle decisioni dell'esecutivo".
"Accanto ai classici poteri ispettivi delle interrogazioni e interpellanze e all'attività del Comitato di valutazione e controllo, assume rilievo irrinunciabile l'informazione e la comunicazione verso i cittadini per quanto concerne la produzione legislativa e le altre attività consiliari. E' un compito importante perché l'Assemblea deve essere percepita dall'opinione pubblica come il momento più autorevole della sintesi, il livello istituzionale che si caratterizza per un'attività efficiente, trasparente e imparziale, contrastando l'immagine ingenerosa (che talvolta viene proposta) di un luogo teso alla tutela di prerogative percepite come privilegi".

"Consentitemi di evidenziare la necessità di riaprire subito le fila del confronto e di un dialogo sereno con il mondo delle Autonomie locali, affrontare il tema della valorizzazione delle specificità territoriali, delle diversità linguistiche, del rilancio del Consiglio delle Autonomie, che deve avere un naturale e costante collegamento anche con l'Assemblea legislativa se questa, com'è giusto che sia, deve rappresentarne le istanze. L'attività della Conferenza dei Capigruppo favorirà il confronto tra maggioranza e opposizione, garantendo alla prima la responsabilità di governo e alla seconda proposte alternative, evitando possibili cadute del dibattito e dell'organizzazione dei lavori in sterili contrapposizioni. Tutti i Gruppi consiliari devono avere come obiettivo primario di assicurare ai lavori d'Aula e delle Commissioni equilibrio, trasparenza e produttività che l'autonomia della struttura del Consiglio rafforza per ottenere livelli adeguati di efficienza e qualità della produzione normativa".

"La collegialità dell'Ufficio di presidenza, la responsabilità della Conferenza dei presidenti di Gruppo, la programmazione dei lavori delle Commissioni e dell'Assemblea, ci consentiranno di rendere efficace il nostro lavoro, l'organizzazione dell'attività consiliare e la valorizzazione del personale delle diverse strutture in cui operano e che qui mi sento in dovere di ringraziare per quanto hanno fatto e per l'apporto che assicureranno in questa legislatura".

Articoli correlati
0 Commenti

Cronaca

Spettacoli

Sport news

Economia

Cultura

L'APPELLO

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori