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Giorgia Meloni a Pordenone

La leader di Fratelli d’Italia ha incontrato il sindaco Ciriani, affrontando anche i temi di carattere nazionale

Giorgia Meloni a Pordenone

E’ iniziato il nuovo tour di Giorgia Meloni in Friuli. Oggi la leader di Fratelli d’Italia ha fatto tappa a Pordenone, dove ha incontrato, tra gli altri, il Sindaco Alessandro Ciriani. “Con l’esito di queste elezioni”, ha detto incontrando la stampa nel capoluogo del Friuli Occidentale, “avremo un’ulteriore conferma di quello che gli italiani vogliono, ma soprattutto di quello che non vogliono: il Pd. Al governo daremo risposte concrete ai cittadini: iniziative per i più deboli, iniziative che tengono conto delle generazioni future, la famiglia. Ci occuperemo delle questioni nazionali e delle pressioni fiscali, difenderemo le aziende italiane, i nostri scorci, i nostri prodotti di qualità. È questo ció che si aspettano gli italiani”.

“Il centrosinistra ha sempre avvantaggiato gli altri, non ha fatto altro che aiutare i richiedenti asilo. Fratelli d’Italia ha presentato un’iniziativa di buon senso, ovvero non spendere per richiedente asilo più di quanto si faccia per un pensionato: è stata bocciata da M5S e Pd”, continua Meloni. “Il Friuli Venezia Giulia deve vedersi riconosciuta la sua identità, le sue eccellenze; ha raggiunto anche ottimi risultati per quel che riguarda l’export”.

Sul tema dell’immigrazione e il recente arresto dei 22 richiedenti asilo: “La sinistra deve capire che il problema non è dove smistarli, semplicemente non si entra illegalmente in Italia. Quindi, blocco navale sulla costa libica e in seguito effettuare una valutazione su chi può entrare in Italia”.

“Un ipotetico governo Pd-M5s ci farebbe vedere gli ultimi 5 anni all’ennesima potenza, dimostrando di essere incapaci di difendere gli italiani”, ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia. “Mi aspetto di confermare il risultato che abbiamo raggiunto nelle scorse elezioni politiche. Speriamo di migliorarlo. Chiunque si senta un patriota deve scegliere noi, lo deve fare chiunque voglia mettere al primo posto l’Italia”.

“La destra ha un’unica colpa: Lega e Forza Italia si sono prestati a una legge che non poteva fare una maggioranza. Avevo depositato un emendamento ponendo la seconda soglia per la maggioranza al 37%. Non me l’hanno sostenuto non solo il M5s e il Pd, ma neanche Forza Italia e Lega. Nel caso ci fosse un ipotetico governo M5s - Pd, faremo un’opposizione durissima. Inviteremo gli italiani in piazza, perché sarebbe una decisione che va contro la loro volontà”.

“Nella coalizione, noi siamo quelli che hanno lavorato di più per tenerla unita. Una coalizione che deve essere tale al Quirinale, mentre in campagna elettorale è meglio cercare di raggiungere più posti possibili per stare con la gente. Il comizio unico in Friuli Venezia Giulia (chiesto da Berlusconi, ndr) non si farà perché avevamo agende diverse. Credo che sia meglio se ognuno conclude la campagna in una località diversa - ha aggiunto - perché così si incontra un maggior numero di elettori e si possono ottenere più consensi".

Per quel che riguarda la situazione professionale dei giornalisti: “Continuiamo la battaglia per i giornalisti, soprattutto per i più giovani anche se è una battaglia valida per tutte le generazioni. Devono essere trattati con dignità, perché è una professione preziosa”.

Sul Patto tra le Regioni del nord promosso da Fedriga, Meloni ha detto: “Deve essere concordato con la nazione, siamo per il presidenzialismo e federalismo, un federalismo dei sindaci, che devono essere la forza dei territori”. Infine, commentando le ultime affermazioni di Berlusconi sul M5S: “Ho sentito fin troppi giudizi lapidari su Berlusconi. È tipico della sinistra denigrare i più deboli”.

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