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Ideal Standard ha tradito la fiducia del territorio e delle istituzioni

Alessandro Ciriani: "Sono cinque anni che seguiamo le vicende di questa azienda e il comportamento della proprietà è per noi inacettabile"

Ideal Standard ha tradito la fiducia del territorio e delle istituzioni

«Sono cinque anni che seguiamo le vicende di questa azienda e, devo dire, che il comportamento della proprietà è per noi inacettabile. Chi la rappresenta dovrebbe solo vergognarsi per la mancanza di rispetto e di ogni senso di responsabilità che ha avuto, e continua ad avere, nei confronti dei lavoratori e delle istituzioni. Per anni, li abbiamo accolti in Provincia, anche segretamente, convocandoli in tavoli riservatissimi. E' stato speso tempo e denaro pubblico anche di questo ente, per non ottenere in cambio assolutamente nulla. Un ente pubblico devo svolgere istituzionalmente il suo ruolo ma non può essere neutrale di fronte ad una situazione del genere. Non possiamo passare ancora una volta sopra il fatto che si sia mancato di rispetto a tutte le isttiuzioni, dal presidente della Regione fino all'ultimo consigliere comunale di questo territorio. Tanto il dottor Antetomaso, quanto il dottor Gelsomino, si sono presentati qui, raccontandoci favole oppure, quando avrebbero dovuto esserci, come oggi, non si sono fatti vedere. Io, personalmente, nei loro confronti ho sempre avuto il massimo rispetto. La strategia che hanno usato si è dimostrata totalmente fallimentare e noi abbiamo investito milioni di euro di fondi pubblici credendo a delle bugie, nella più totale buonafede e facendoci prendere in giro per anni». Sono parole al vetriolo quelle che il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, ha riservato ai manager di Ideal Standard, grandi assenti questa mattina al tavolo di confronto convocato nella sede dell'ente di largo San Giorgio, su richiesta della parti sociali.

Occasione per fare il punto sul futuro dello stabilimento Ideal Standard di Orcenico di Zoppola e dei 399 dipendenti di quella che, fino a qualche anno fa, era un'eccellenza produttiva del territorio della destra Tagliamento. Un incontro decisamente “caldo”, coordinato dal dirigente del Settore Politiche del Lavoro, Gianfranco Marino che, dinanzi ai rappresentanti delle sigle sindacali di Cisl, Cgil, Uil, Rsu e proprietà (rappresentata dal consulente del lavoro Massimo Brisciani) ha lanciato la proposta che, una volta giocata quella che potrebbe essere l'ultima “partita” al ministero dello Sviluppo economico (dove saranno vericate le obbligazioni assunte dai vari soggetti, in particolare dall’azienda, rispetto all'accordo di rilancio dell'azienda siglato due anni fa, proprio in Provincia, per evitare la chiusura dello stabilimento di Orcenico) possa esserci un terzo soggetto che valuti delle soluzioni che possano essere di concreto sostegno ai lavoratori. In particolare, ha spiegato Marino, qualora ce ne fossero i presupposti, far sì che siano i lavoratori stessi gli artefici della nascita di una nuova attività imprenditoriale, in forma cooperativa che la proprietà dovrebbe favorire, mettendo a disposizione capannoni e macchinari ad un prezzo agevolato. Se così non dovesse essere, dal 24 luglio scatteranno i licenziamenti collettivi. Soluzione su cui i lavoratori promettono battaglia. Martedì 15, alle ore 15, in Provincia si terrà un nuovo tavolo di confronto, per fare il punto su quanto accadrà nell'incontro ministeriale che con tutta probabilità avrà luogo giovedì.

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