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Il Cal approva l’intesa per lo sviluppo

Votata all’unanimità la proposta per lo sviluppo regionale e locale 2018-20

Il Cal approva l’intesa per lo sviluppo

Il Consiglio delle autonomie a locali (Cal) ha approvato all'unanimità la proposta di intesa per lo sviluppo regionale e locale 2018-20, illustrata dall'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, e ha espresso parere favorevole (15 sì, astenuti Uti Noncello e Uti del Friuli centrale) anche sulla richiesta di migrazione dei Comuni di Tricesimo dall'Uti Friuli Centrale a quella del Torre e di Fontanafredda dall'Uti Noncello all'Uti Livenza-Cansiglio-Cavallo.

Sull'Intesa per lo sviluppo, Panontin ha sottolineato "l'impegnativo lavoro e la fattiva collaborazione" di tutti gli attori coinvolti nel processo di concertazione e programmazione, evidenziandone i conseguenti riparti. "Gli interventi di area vasta, nel 2018, tengono conto - ha precisato - sia dei 27 milioni di euro affluiti al bilancio regionale dalle province di Gorizia, Trieste e Pordenone sia delle risorse integrative regionali, per un totale di circa 47 milioni di euro a cui si aggiunge la quota di cofinanziamento degli enti".

"Si tratta di risorse - ha osservato - che danno copertura a tutti i singoli interventi concordati con la Regione e inseriti nei piani delle 18 Unioni che spaziano in molteplici ambiti finalizzati a superare le criticità di specifiche aree territoriali o a svilupparne le potenzialità".

Fra questi, diversi sono i progetti rivolti alle infrastrutture, alla mobilità, al turismo, all'assistenza fino alla messa in sicurezza del territorio, all'efficientamento energetico, alla cultura e allo sport. Nel dettaglio, la quota di cofinanziamento degli enti e l'intervento regionale per il 2018 è di euro 59.627.476,43, mentre per il 2019 e il 2020 ammonta rispettivamente a 42.976978,60 e 42.055.085,34 euro, per risorse complessive nel triennio di 144.659.540,37. Ha ottenuto il via libera, con 15 voti favorevoli e 2 astenuti (Unione delle Valli e delle Dolomiti Friulane e della Carnia), anche la proposta presentata da Panontin volta a riformulare i criteri di distribuzione delle risorse aggiuntive di parte corrente a beneficio delle Unioni che, secondo l'assessore, viene incontro alle esigenze manifestate da alcuni rappresentanti del Cal e punta a dare un maggior equilibrio finanziario ai territori.

"La parte nuova della quota di funzionamento e attività istituzionale che vale 7.237.458,50 euro - ha spiegato l'assessore - verrà ripartita per metà alle sole Uti non montane o a quelle montane che ricevono per la parte derivante dalle ex Comunità montane meno di 20mila euro, il restante 50 per cento dei 7,2 milioni di euro sarà destinato a tutte le altre Uti. Le quote, per entrambe le parti, sono distribuite con il criterio della popolazione (70 per cento) e del territorio (30 per cento)". Il confronto è stato giudicato positivo anche relativamente agli emendamenti alla legge 6/2006 rappresentati dall'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, che ha evidenziato come fossero nati "a valle delle riflessioni sull'applicazione della legge 26 di riordino del sistema Regione-Autonomie locali rispetto alla norma vigente sui servizi sociali. Si tratta di modifiche per agevolare il passaggio delle funzioni dei servizi sociali, dall'ambito alle Unioni".

Domani gli emendamenti potranno essere presentati in Giunta per poi approdare all'aula del Consiglio regionale. Fra le modifiche è previsto l'inserimento del bacino di utenza che prevede come le funzioni dei servizi sociali dei Comuni siano esercitate con riguardo a un bacino demografico non inferiore ai 45mila abitanti, ridotto a 25mila per le Unioni con più di metà della popolazione residente nei territori di Comuni montani o parzialmente montani con esclusione delle Unioni con Comuni rientranti nella zona omogena del Carso. Sotto la soglia stabilita è necessario convenzionarsi.

Viene poi definito uno standard sul numero di assistenti sociali, prevedendone uno ogni 3000 abitanti, e l'impossibilità per le Unioni di delegare gli interventi relativi al servizio sociale professionale e al segretariato sociale. Il Cal ha espresso parere positivo all'unanimità anche sulla delibera della Giunta regionale in merito al regolamento sulle caratteristiche dei veicoli, degli strumenti operativi, delle tessere personali di riconoscimento e delle divise con i relativi elementi identificativi in dotazione ai corpi di polizia locale. Via libera anche ai due provvedimenti dell'Esecutivo sulle modifiche sia del regolamento del portale per lo sportello unico per le attività produttive e per le attività di servizi sia per quello in materia di definizione dei requisiti, dei criteri e delle evidenze minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per la realizzazione e l'esercizio di servizi semiresidenziali e residenziali per anziani. Sono stati nominati, infine, i coordinatori della II, III e IV commissione del Cal, ovvero Daniele Chiarvesio (Unione Collinare), Christian Vaccher (Unione Sile e Meduna) e Fabio Di Bernardo (Unione del Gemonese).

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