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Il Consiglio regionale assolve Marsilio e Agnola

Secondo la giunta delle elezioni le cause di presunta incompatibilità sono superate. Riccardi: "Decisione vergognosa"

Il Consiglio regionale assolve Marsilio e Agnola

La Giunta delle elezioni del Consiglio regionale, presieduta da Franco Iacop (nella foto), ha esaminato le situazioni di incompatibilità dei consiglieri Enzo Marsilio ed Enio Agnola, per il loro ruolo di presidenti di cooperative di alberghi diffusi che hanno percepito contributi dalla Regione stessa.

Dalla documentazione acquisita alla data odierna – informa una nota - risulta che le cause di presunta incompatibilità per entrambi i consiglieri sono da ritenersi superate per effetto delle dimissioni esecutive da essi rassegnate relativamente alle cooperative di cui erano componenti del consiglio di amministrazione e presidenti.

La Giunta delle elezioni ha votato a maggioranza la presa d'atto dell'avvenuta rimozione delle cause di incompatibilità che, secondo la legge regionale 21 del 2004, non dà luogo a successive contestazioni da parte del Consiglio regionale.

Due i voti contrari. Quello del consigliere Rodolfo Ziberna (FI), che riteneva necessario investire della questione l'Aula secondo una propria interpretazione della citata legge regionale 21, e quello del consigliere Andrea Ussai (M5S) secondo il quale Marsilio e Agnola non potevano non essere a conoscenza della propria incompatibilità con la carica di consigliere regionale.

Dure le critiche per la decisione da parte del capogruppo di Forza Italia, Riccardo Riccardi.

“La Giunta elezioni – ha dichiarato - oggi avrebbe dovuto offrire al Consiglio regionale l'opportunità di assumersi le propria responsabilità, rilevando gli oggettivi profili di incompatibilità che riguardano il consigliere Agnola, perché la decisione assunta rende lecito il fatto che tutti noi, vestendo i panni di consigliere regionale, potremmo essere amministratori di una cooperativa, prendere i contributi della Regione e continuare a gestire gli affari della cooperativa in questione.  E poi, qualcuno ancora si stupisce se sempre meno gente va a votare? Con questa scelta hanno ingrassato l'antipolitica, e nessuno proferisca verbo se assisteremo al moltiplicarsi di proteste in piazza e di scene ben più gravi dell'occupazione simbolica di qualche albergo diffuso in montagna.
Oggi infatti il centrosinistra, impendendo al Consiglio di affrontare il caso di incompatibilità del consigliere Agnola, si è reso protagonista di un grave atto di arroganza.  
Chi in giunta delle nomine non ha voluto che l'aula si occupasse del tema fa come Ponzio Pilato: se ne lava mani, mandando tutte le carte alla Magistratura, e così, ancora una volta, assisteremo allo sconfortante spettacolo della politica che si fa regolare i conti dai Tribunali. Un atteggiamento politicamente irresponsabile.
Di fronte a quanto accaduto, comunque, delle due l'una: o la responsabilità è di chi nell'ambito della sua funzione ammnistrativa aveva il compito di vigilare e non ha contestato al consigliere questo doppio ruolo, oppure la colpa è dello stesso Agnola, il quale ha continuato ad esercitare la funzione di amministratore di cooperativa - beneficiata economicamente dalla Regione - nonostante l'intervento della struttura burocratica preposta al controllo.
Infine, rimaniamo in attesa di un'esternazione della presidente Serracchiani, fin qui a dire il vero piuttosto silente: chissà mai se oggi, dopo questo voto, si è pentita della candidatura di qualche altro consigliere del Pd?”

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